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LOCRI Chiusura Ortopedia. Il sindaco Calabrese e il sindacato Uil:«Ennesima mortificazione per i cittadini della Locride, provvedimento immotivato» (VIDEO)

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(foto e video di Enzo Lacopo)

di Francesca Cusumano

LOCRI – A poche ore dalla comunicazione della determinazione dell’Asp avente per oggetto la “chiusura dell’UOC  di Ortopedia” del presidio ospedaliero di Locri, provvedimento accolto con relativa delibera dalla commissione straordinaria, ha avuto luogo questa mattina a Palazzo di Città una conferenza stampa, convocata di comune accordo con il sindaco Giovanni Calabrese, dall’organizzazione sindacale della Uil, per illustrare quali iniziative finalizzate alla revoca della sospensione dei ricoveri e delle prestazioni sanitarie nel suddetto reparto, saranno adottate.

Proprio ieri, il primo cittadino ha avuto un lungo e cordiale confronto telefonico con il commissario dell’Asp nonché prefetto Giovanni Meloni, invitandolo a sospendere l’efficacia del provvedimento in attesa dell’insediamento, del prossimo lunedì,  del nuovo direttore sanitario aziendale, nominato di recente.

«La situazione –  ha dichiarato agli organi di stampa il sindaco Giovanni Calabrese – è gravissima e inaccettabile. Questo provvedimento devasta ulteriormente la sanità di questo territorio, mortificando la popolazione della Locride. Un provvedimento per certi versi immotivato, anche dinanzi un’evidente carenza di medici, motivo per il quale è stata chiesta ai commissari la sospensione. Stiamo valutando eventualmente di ricorrere al Tar ma ci appelliamo alla sensibilità sia dei commissari dell’Asp che del prefetto di Reggio Calabria che ha avuto modo già di dimostrare il suo impegno e la sua attenzione alla problematica sanità». 

A detta del sindaco Calabrese, un ospedale “Spoke” come quello di Locri, non può essere privato del reparto di Ortopedia, fondamentale e strategico perché «Il reparto di Ortopedia di Polistena – ha aggiunto – non è in grado di soddisfare le richieste provenienti dall’utenza della Locride, con 14 posti letto; quindi, i pazienti provenienti da Locri e dalla Locride saranno costretti a viaggiare in ambulanza fino a Polistena per poi essere dislocati a Reggio Calabria o Vibo Valentia. E’ un calvario che il nostro territorio non merita. Abbiamo il diritto e il dovere di difendere questa popolazione e lo faremo insieme alla Uil, organizzazione sindacale che da sempre, si è spesa e continua a fare, sul problema dell’Ospedale di Locri».

Come un fiume in piena, non le ha mandate a dire, il segretario generale confederale Uil, Nuccio Azzarà che fin dalle prime battute, ha spiegato di aver ritenuto opportuno chiedere un immediato incontro al sindaco Giovanni Calabrese, a fronte della criticità sanitaria ionica, del progressivo smantellamento delle strutture indispensabili ad erogare i Livelli Essenziali di Assistenza, con inevitabili ripercussioni sulla salute e la sicurezza dei cittadini.

«Abbiamo ritenuto – ha esordito in apertura Azzarà – che il problema fosse di una gravità inaudita da necessitare un intervento immediato. Giorni fa abbiamo avuto modo di confrontarci con la commissione straordinaria dell’Asp e con il prefetto di Reggio Calabria, sottolineando loro di non riuscire a comprendere come mai sullo sfascio e sulla deriva sanitaria, soprattutto nella nostra Provincia e in modo particolare a Locri, non siano “scattate le manette” nei confronti di qualcuno, ma non perché noi come sindacato siamo giustizialisti o desideriamo il male di qualcuno. I commissari stessi, hanno certificato con un atto deliberativo che esiste un debito che ammonta a un miliardo di euro. Quando i commissari parlano di “reiterata mala gestione”, a chi può essere riferita se non ai direttori generali, sanitari, amministrativi, ai capi dipartimento, alla classe dirigente dell’Asp che nel tempo si sono susseguiti? In questi mesi, ci stiamo interfacciando con l’attuale commissione straordinaria. Nel tempo, non siamo stati sempre ascoltati ma abbiamo sempre denunciato alle autorità competenti il malaffare; e gran parte del “merito” dello scioglimento dell’Asp per motivi ‘ndranghetistici- massonici- mafiosi è della Uil che ha avuto il coraggio di denunciare passo- passo ogni malefatta».

Azzarà poi nel fare un excursus, ha ricordato nel suo intervento quando già tempo fa, il reparto di Ortopedia era stato chiuso «E a farlo – ha tuonato- erano stati il dottor Brancati e il dottor Calabrò, capo dipartimento ospedaliero. Da qui, il nostro esposto alla Procura di Locri. Il provvedimento attuale di chiusura del reparto di Ortopedia – ha commentato –  è stato supportato dalla firma di tecnici che sicuramente sapranno che nel momento in cui un Ospedale Spoke viene privato dei suoi reparti, è un ospedale chiuso. Noi oggi siamo qui, a tutelare gli interessi dei cittadini. Già questo tipo di operazione non si sarebbe dovuta e potuta fare dal punto di vista giuridico, perché subordinata all’autorizzazione regionale, all’autorizzazione del commissario ad acta, subordinata alle determinazioni consequenziali del generale Cotticelli». 

A seguire, il segretario generale confederale della Uil, ha riferito che il sindacato provvederà a inoltrare a Cotticelli un’ulteriore lettera, non «Perché – ha detto – crediamo che lui possa risolvere il problema, ma lo facciamo con l’intento di coinvolgerlo nella vicenda, dopodichè sarà denunciato alla Procura di Catanzaro e ancora, denunceremo a Locri e Reggio Calabria e investiremo del problema Nicola Gratteri. «Com’è possibile –  ha chiosato Azzarà – che personale di Locri venga trasferito a Polistena? Allora è legittimo che al sindacato e al sindaco venga in mente che dietro questo tipo di azione, si celi qualcosa di incomprensibile. Se c’è un sistema imperante di chiudere Locri e di tenere aperta Polistena, che lo dica, perché un bacino di utenza di 200mila persone non può sopravvivere in questa condizione. C’è un disegno preciso di chiudere la sanità pubblica nella nostra Provincia e in modo particolare a Locri».

Poi  l’appello di Azzarrà a Sua eccellenza il  prefetto, affinchè intervenga a sospendere «Questo atto iniquo, anacronistico, un’offesa generale alla popolazione di tutta la Locride; pertanto, siamo disponibili ad un tavolo tecnico per trovare le soluzioni al problema».

Fin qui il segretario generale della Uil. Intanto, come confermato anche dal sindaco Calabrese, sembra si sia rimessa in moto la macchina organizzativa per l’avvio di una nuova manifestazione popolare il prossimo mese, in difesa del diritto della Salute, così come sancito dall’articolo 32 della Costituzione.

VIDEO

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