di Antonio Baldari
La sua è una “crasi” a tutti gli effetti ancorché il termine “Inglesità” faccia parte del lessico della lingua italiana che, com’è arcinoto, è insistente nell’essenza o il carattere tipico della cultura, dello stile di vita del modo di essere inglese, ivi comprese le tradizioni, le abitudini e le regole non scritte della società del Regno Unito di Re Carlo III, della Regina Camilla e di tutto il cucuzzaro e dintorni afferente ad affini, sopraffini e coinquilini di Sua Altezza Reale; nel caso di Manuela Raschellà – docente di lingua inglese per la scuola secondaria di Primo grado in provincia di Reggio Calabria – è invece qualcosa in più, ossia il suo smodato amore verso la lingua “Inglese” miscelato ad una dichiarata “Curiosità” per quanti si appropinquano alla conoscenza delle particolarità più…particolari del mondo inglese: se ne vuole una prova? Eccola!
“Di che colore sono i taxi a Londra?”; “Chi abita al n. 10 di Downing Street?”; “Cosa mangiano gli inglesi con il “tè delle cinque”?; e poi ancora, “Dov’è nato l’inventore dell’Intelligenza Artificiale?”; “Quando si festeggia in Inghilterra la “Festa della Mamma”?; “Cosa manca nei letti inglesi?” e via di queste vere e proprie curiosità, disseminate qua e là nell’arco cartaceo di centocinquanta pagine (per l’esattezza 151 nel cui candore sono allocati i “Contatti” social con tanto di QR code da scannerizzare, nda) che sono state a loro volta ordinate in due, semplici, parti concernenti “La Cultura inglese” la prima, e la “Lingua Inglese” la seconda, a cui fa da prologo una brevissima introduzione della professoressa Raschellà.
Che ha pensato a tutti, ma proprio a tutti tutti stante il fatto che “È un libro adatto a tutti, per principianti e per appassionati, facile da leggere – dice candidamente la prof – si può usare anche per sfidare gli amici e divertirsi come se fosse un quiz”; addirittura la filantropica Manuela arriva persino a scusarsi con “I cultori della lingua inglese perché non ho usato l’alfabeto fonetico internazionale ma questo è un libro per tutti anche per chi non conosce la lingua inglese, con la speranza che dia dei consigli utili a chi volesse avventurarsi a Londra e magari incuriosirsi ed approfondire anche la lingua” – epiloga the teacher, che altro non è? Vediamo chi lo ha già detto!
Benché sia facile, dai su, così come sarà easy tutto il percorso da coprire immergendosi negli aneddoti, i piccoli racconti e le riflessioni tra le “Abitudini e le usanze…che trovi” arrivando agli “Errori da evitare (per non fare brutte figure)” passando per la “Storia e la letteratura”, i “False friends” e lo “Slang, per parlare come un vero inglese”; insomma, una vera e propria full immersion in quello che è il mondo “inglese” e non già “britannico” ma non usando volutamente quest’ultimo termine, che sarebbe stato più corretto, per questioni di praticità e non altro.
“Ok, are you ready?” – “Yes, we can?”. Siamo pronti? Sì, lo siamo e, soprattutto, possiamo farcela grazie ad “Inglesità” di Manuela Raschellà. Che fa pure rima, guarda un po’!













