di Redazione
Il 5 e 6 ottobre 2025, la Calabria si preparerà a eleggere il suo nuovo presidente della Giunta regionale, dopo le dimissioni di Roberto Occhiuto a seguito di un avviso di garanzia per corruzione. Ma dietro l’imminente tornata elettorale, c’è una questione che non può più essere ignorata: la “fuga dei cervelli” dalla nostra regione.
Ogni anno, decine di giovani calabresi, laureati e talentuosi, sono costretti a lasciare la loro terra per cercare opportunità al Nord o all’estero, dove il loro valore intellettuale e professionale viene finalmente riconosciuto. È il caso di Adrian Pileggi, 42 anni, originario di Siderno, padre di due bambine, separato, che dopo anni di precariato come docente di Storia in Calabria ha trovato il suo posto in Germania. Oggi insegna alla Leibniz Privatschule di Elmshorn, una delle scuole più importanti e prestigiose del Paese, e tra le più grandi della regione con oltre 2.000 studenti.
Adrian è solo uno dei tanti che, pur avendo investito anni di studio e sacrifici nella propria formazione, si sono visti negare la possibilità di una carriera stabile e soddisfacente nella loro regione. La sua storia è una fotografia impietosa della situazione calabrese: una regione che non riesce a valorizzare le sue risorse più preziose, i giovani, e che li costringe a cercare fortuna altrove.
“Io amo la Calabria, ma è stata la Germania a riconoscere le mie capacità intellettuali e professionali. Sono qui per lavorare e costruire un futuro migliore per le mie figlie,” racconta Adrian. “Tuttavia, non tutto è negativo nella nostra terra. Voglio citare due esempi della mia città di Siderno che mi danno speranza: la scuola materna ed elementare della frazione Mirto, frequentata dalle mie figlie, dove le maestre e le mamme svolgono un lavoro straordinario per i bambini, e la scuola calcio ‘ASD Scuola Calcio AC Siderno’, frequentata da mia figlia, dove il calcio non è solo sport, ma anche un mezzo per insegnare valori come il rispetto e l’amicizia”.
Adrian ci insegna che, seppur riconosciuto all’estero, non ha mai dimenticato le bellezze e i valori della sua terra. Ma la Calabria ha bisogno di politiche concrete che non solo valorizzino chi decide di restare, ma che impediscano a chi ha la possibilità di partire di farlo.
La vicenda di Adrian Pileggi ci invita a riflettere: la Calabria ha bisogno dei suoi giovani. Le politiche del lavoro e dello sviluppo economico devono diventare la priorità della nuova classe politica che si presenterà alle urne. Non è più tempo di parole vuote, ma di azioni concrete per fermare l’emorragia di talenti che impoverisce la nostra regione. La Calabria ha le potenzialità per crescere, ma questo non avverrà finché non si investirà seriamente in opportunità locali: lavoro stabile, incentivi per le imprese innovative, investimenti in formazione e ricerca, e infrastrutture moderne. Se non ci si muove in questa direzione, rischieremo di vedere altre storie come quella di Adrian, che vanno a rappresentare la nostra sconfitta collettiva, e non un motivo di orgoglio.
Il 5 e 6 ottobre non sarà solo un appuntamento elettorale, ma un’opportunità per la Calabria di ripartire davvero. È ora che la politica calabrese prenda sul serio il futuro delle nuove generazioni. Se non lo farà, rischieremo di continuare a perdere i nostri talenti, e con loro, il futuro della nostra terra.













