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Legge invecchiamento attivo, Minasi risponde ai sindacati: “accuse strumentali, decreto varato da giorni”

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R & P

«Apprendo da notizie di stampa delle accuse che le tre principali sigle sindacali dei pensionati mi rivolgono in tema di attuazione della legge sull’invecchiamento attivo, con riferimento alla quale tutto sarebbe rimasto immobile dopo il nostro primo dialogo risalente ad aprile.

Addirittura leggo, peraltro nell’occhiello di uno degli articoli, il virgolettato “disattesi gli impegni dell’assessore regionale Minasi” e il riferimento è alla – a loro dire – mancata istituzione della Commissione Permanente prevista dalla legge.

Ebbene, mai cosa più falsa e immediatamente smentibile è stata affermata nei miei confronti: il Decreto dirigenziale che istituisce la Commissione esiste già ed è datato 12 settembre.

Perché, dunque, i tre sindacati non hanno chiesto informazioni prima di lanciare accuse che non posso non giudicare, a questo punto, gravi e strumentali?»

L’Assessore Regionale alle politiche Sociali della Regione Calabria, Tilde Minasi, risponde così a una nota con cui Cgil, Cisl e Uil la incolpano di non avere ancora attuato la legge regionale del 2018, a differenza di quanto aveva promesso, a partire dal primo provvedimento previsto dalla legge stessa, ovvero la creazione di una “Commissione Permanente sulle problematiche degli anziani e dei pensionati” e del relativo Tavolo.

Ma così non è stato, questo primo passo è già realtà, e l’Assessore lo puntualizza.

«I segretari generali Claudia Carlino (SPI), Cosimo Piscioneri (FNP) e Francesco De Biase (UILP) avrebbero dovuto informarsi bene prima di infangare il mio lavoro.

Commissione e Tavolo – ricorda l’Assessore – sono costituiti dai rappresentanti di vari enti e degli stessi sindacati, tenuti a fornirci i nominativi dei prescelti. Non tutti lo hanno ancora fatto – manca ad es. la comunicazione del nome da parte di Anci e di un’altra sigla sindacale – ma, ciononostante, proprio perché volevo che la nascita della Commissione non fosse ulteriormente ritardata, abbiamo deciso di andare avanti, rinviando a un momento successivo l’inserimento dei membri mancanti. E così abbiamo già varato il Decreto dirigenziale, al quale seguirà la prima convocazione.

Convocazione che sarà decisa solo dopo la tornata elettorale.

La Commissione – prosegue Minasi – è infatti presieduta dall’Assessore al Welfare, cioè da me, e ho ritenuto corretto, essendo io candidata, attendere l’esito del voto, prima di procedere. Il presunto “ritardo” non è dunque un ritardo, ma un gesto di correttezza personale e professionale.

Nulla, perciò, è rimasto immobile, né alcun impegno è stato disatteso, come invece i sindacati hanno scritto.

Tutt’altro.

Sarebbe stato sufficiente – ribadisco – informarsi bene prima di parlare. Salvo che il loro scopo non fosse tutelare i pensionati, ma un altro, ovvero uno scopo strumentalmente politico, vista la tempistica “sospetta” del loro intervento, lanciato sui media a sole 48 ore dal voto.

Perché farlo proprio adesso? Mi duole – conclude l’Assessore – dover parlare di azione “a orologeria”, ma è proprio quello che sembra».

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