di Enzo Romeo
Buon lunedì. Premetto che non ho vendette da consumare, ne esigenze di antipatie umane da soddisfare. Vorrei parlare di TV locali e quindi di emittenza regionale. Pratico da molto tempo il mercato televisivo strettamente calabrese e so le molte difficoltà che gli editori affrontano giornalmente. Lo so perché talvolta ho lavorato anche alla produzione, riscontrando l’esistenza di moltissimi ostacoli. Quindi, a prescindere dalle critiche dalle quali anche i proprietari di TV, non tutti chiariamo, non sono immuni, mi viene spontaneo riflettere su certe metodologie televisive quotidiane, che hanno come obiettivo l’esaltazione e l’asserzione della unicità di alcuni programmi, anche quelli di maggiore successo come certificano i dati Auditel.
In TV, scriviamolo a chiare lettere, nessuno sta inventando nulla di straordinariamente geniale. Le formule sono decisamente consolidate e, nella stragrande maggioranza dei casi, omologate. L’originalità, modestamente lo dico da molto tempo, essendo consapevole della scarsità di idee, la si può trovare nei contenuti. Il contenuto, azzardo un po’ di sociologia televisiva, può essere innovativo, ma non sarà mai genialmente rivoluzionario. E l’emittenza locale, io in questo contesto lavoro – almeno spero di continuare a farlo, non so dopo questo pezzullo che scrivo con il computer messo in modalità sincera e leale – a questa verità deve assolutamente rassegnarsi.
Anche nell’ emittenza regionale sia televisiva che radiofonica ci sono professionisti creativi ma, spiace molto dirlo e se si offende qualche dirigente pazienza, non sono presi in considerazione o almeno non lo sono adeguatamente. Idee, che potrebbero fare svoltare il senso di alcuni palinsesti, vengono accolte o con sorrisini apparentemente ricchi di comprensione paterna – come dire, gioia mia ma che me stai a dì – o con un vediamo di circostanza o, i casi sono rari, con un no leale, ma dimostrativo del particolare, secondo il quale dell’idea proposta non è stato capito un c…… Diciamo un battilocchio, termine mutuato dalla versione cinematografica di Miseria e nobiltà e certamente più consono per la vostra lettura. E quindi ci troviamo con alcuni dominus, bravissimi per carità, che pompano sulle loro trasmissioni con una presenza eccessiva ed incontenibile, a danno di altre produzioni, che arrancano. Mi si dirà, ma è la legge del mercato. Rispondo: non si dicano fesserie. Il mercato è una cosa, la struttura televisiva è ben altro. Quindi, non si porti il ragionamento su altri binari, se si ha coraggio, ci si confronti su ciò che sto tentando di analizzare. Semmai si dica che anche l’emittenza locale è fatta di squali e pesci piccoli.
Ebbene, a me personalmente gli squali sono insopportabili, alla pari dell’olio che se ne ricava. Pertanto, nella massima modestia, consiglio contenimento. Sennò il rischio è l’incontinenza. Ne vale la pena? Buon lunedì.













