di Simona Masciaga (foto di Mimma Gullotta)
SIRACUSA – Scenografia tetra aria di morte, il silenzio tombale coinvolge l’intero pubblico rispettoso dei numerosi morti allineati e deposti sulla scena dai militari che, commossi e mesti, depongono le salme a terra.Domina il nero, il grigio degli abiti dei militi che viene interrotto da una corona bianca di fiori ad omaggiare le vittime della guerra fraticida tra Eteocle e Polinice, i due fratelli, figli di Edipo, morti in duello per il trono di Tebe. Appare dalla scalinata Creonte accompagnato da Euridice, sua moglie e famiglia, elegantissimi in abiti a lutto: lui in abito nero, lei stretta in un cappotto griffato, tacco 12 e borsa Berkeley in coccodrillo per dare degna sepoltura al solo Eteocle lasciando il corpo di Polinice in pasto agli animali selvatici. Eteocle merita onoranze funebri poiché considerato un giusto mentre Polimene un traditore di Tebe quindi non meritevole di sepoltura. Qui subentrano le sorelle dei due eroi: Ismene che accetta la volontà del re Creonte, suo zio, mentre Antigone si ribella a tale decisione, contravvenendo alle leggi determinate da un tiranno. Un decreto umano non può sovrastare la volontà degli dei e le convenzioni sociali!

Ovviamente, Creonte non ascolta la donna, in quanto, essendo donna e dissidente, deve essere una sottoposta, pertanto la condanna ad essere murata viva. Antigone accetta il suo destino per una giusta causa, si veste di bianco e va in sposa ad Ade sicura di avere una vita più libera. Inutili le suppliche del coro che rappresenta il popolo ma che poi, volta le spalle al re in segno di rassegnazione e altresì, inutili le preghiere di Emone, figlio di Creonte e futuro sposo di Antigone. La decisione è presa! Sarà solo la profezia dell’ indovino Tiresia che convincerà il re a liberare Antigone ma… troppo tardi: la donna si è suicidata impiccandosi ed Emone, suo figlio, si è ucciso per amore della donna. Ecco apparire Euridice nell’ unico monologo della tragedia: breve ma carico di significato; la donna si uccide per il dolore maledicendo il marito e le sue decisioni.
Opera scritta da Sofocle nel 442 a.C ma di grande attualità: i morti potrebbero essere quelli di Gaza in una guerra fraticida e Creonte con Euridice i coniugi Trump, mentre il coro, l’ intero mondo democratico che, pur essendo a conoscenza di ciò che accade, fingono di non vedere per non scontrarsi con quella forza di potere e autorità che domina il mondo. Antigone vista da Carsen è un esempio di donna indomita nell’ aderire a leggi non scritte ed eterne; è un esempio di amore fraterno, è una donna in bilico tra morte e vitalismo, è donna di coscienza e coraggio. Un’ opera quindi, che ci invita ad incarnare il mito classico e farne esperienza autentica di vita.





























