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LA SCUOLA TRA PANDEMIA E RIPENSAMENTI Vito Pirrucio e il futuro delle “classi pollaio”

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R. & P.

Nel momento in cui la pandemia ha sconvolto le nostre vite, la scuola è balzata all’attenzione dell’opinione pubblica per essere stata oggetto, al pari della sanità, di continui tagli e risparmi rivelatisi effimeri e alla fine ostativi per assicurare ai nostri ragazzi la scuola in presenza nell’anno più critico della storia repubblicana. Veramente non ci voleva chissà quale genio venuto da Marte per capire che stava in questa ingloriosa decisione maturata nell’ultimo quarto di secolo (preceduto da un ventennio di scialacquamento) la lettura critica della nostra scuola e naturalmente, anche, della sanità.

Ci si aspettava e ci eravamo illusi che l’esperienza delle classi-pollaio sarebbe stata definitivamente archiviata e consegnata agli annali dei tagli lineari. Invece, scopriamo in questi giorni che nulla cambierà a partire dal prossimo anno scolastico “salvo ulteriori indicazioni ministeriali”.

Si legge, infatti, nella nota dal burocratese eclettico pervenuta alle nostre scuole il 18 febbraio u.s. “Definizione Organico di Diritto a.s. 2021/2022 – Indicazioni operative Scuola Infanzia, Primaria, Secondaria di I grado e II grado” che la formazione delle classi deve avvenire nel rispetto di quanto previsto dal DPR 81/09, nonché della nota MI prot. N. 20651 del 12/11/2020 … – SENZA CONSIDERARE, dunque, L’ORGANICO COVID – …. Pertanto, la richiesta d’organico, in questa fase, prescinde dall’attuale situazione pandemica ed eventuali deroghe, legate al perdurare della pandemia da COVID-19, potranno essere prese in considerazione solo successivamente, sulla base di ulteriori indicazioni ministeriali”.

Devo dedurre che un anno di tempo non sia bastato per riflettere se mantenere o meno la situazione in cui versano molte scuole con classi che accolgono, prendo ad es. la scuola da me diretta, 26 alunni nell’Infanzia e Primaria e 27 alunni nella Scuola Media. Si aspetta, forse, di arrivare a luglio/agosto, come l’anno scorso, e scoprire che occorre scorporare classi e risistemare gli alunni in esubero secondo parametri bizzarri (ricordiamo tutti la diatriba distanza “boccale” o meno!) e richiedere organico aggiuntivo, con la sfilza di rinunce di supplenze brevi per accettazione di quelle fino alla fine dell’anno scolastico?

Che non si parli, per carità di patria, anche stavolta, di stato emergenziale! Si decida, una volta per tutte, se mantenere o meno le classi pollaio ora che è tempo di programmazione cercando di non svegliarci all’ultimo momento e senza accampare più scuse!

In attesa delle ulteriori indicazioni ministeriali, cordiali saluti

Vito Pirruccio – Presidente Associazione Museo della Scuola “I Care!” di Siderno (RC)

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