di Patrizia Massara Di Nallo (foto fonte Ansa e fonte Ansa e Scienze notizie)
Uno studio, pubblicato sulla rivista Appetite e guidato dall’Università britannica dell’East Anglia,ci spiega perché troviamo sempre spazio per il dolce anche quando siamo sazi. Se, infatti il cervello non riesce a resistere a uno snack anche quando lo stomaco è già pieno e si finisce per mangiare troppo, ciò accade perché il cervello continua automaticamente a rispondere a stimoli legati al cibo che considera gratificanti.
Gli autori della ricerca individuano questo meccanismo come quello che potrebbe spiegare perché tante persone fanno fatica a non mangiare in quantità eccessive rispetto al proprio fabbisogno, soprattutto in un mondo nel quale sono costantemente esposte a pubblicità allettanti e alla facile disponibilità di qualsiasi cibo.
La ricerca: i ricercatori, guidati da Thomas Sambrook , hanno monitorato tramite elettroencefalogramma (Eeg) il cervello di 76 volontari mentre facevano un gioco nel quale la ricompensaconsisteva in cioccolato, dolci, patatine e popcorn. A metà dell’esperimento veniva offerto loro un pasto a base di uno di questi alimenti finché non si dichiaravano completamente sazi. Al contempo il loro cervello, però, sembrava non essere d’accordo con lo stomaco: l’attività elettrica, nelle aree cerebrali associate alla ricompensa, continuava a rispondere con la stessa intensità di prima alle immagini di cibo del quale lo stomaco era sazio.
Sambrook ha affermato: “Quello che abbiamo osservato è che il cervello si rifiuta semplicemente di sminuire l’aspetto gratificante di un cibo, indipendentemente da quanto si sia sazi. Anche quando le persone sanno di non volerlo, il loro cervello continua a inviare segnali associati alla ricompensa nel momento in cui il cibo appare”. Conclude il ricercatore: “ Se hai difficoltà a resistere agli spuntini a tarda notte o non riesci a dire di no a un dolcetto, il problema potrebbe non essere la tua disciplina, ma il cablaggio innato del tuo cervello”.
Spieghiamo in sintesi la cablatura del cervello: un cervello umano è composto da circa 86 miliardi di neuroni, ognuno interconnesso attraverso migliaia di sinapsi con altri neuroni. Alcune connessioni, però, sono vicine, mentre altre richiedono un percorso più lungo, anche fino a un metro. E’stato oggetto di dibattito per decenni il modo in cui queste connessioni si formano e precisamente quanto è determinato dal patrimonio genetico e quanto dall’esperienza. Fino ad oggi, si era giunti a una conclusione intermedia, riconoscendo l’importanza di entrambi gli elementi. Tuttavia, uno studio recente ha preso una posizione decisa sostenendo che non solo l’esperienza (attraverso i sensi, i movimenti, ecc.) non è essenziale, ma addirittura l’attività neurale, cioè i segnali elettrici che permettono ai neuroni di comunicare, non è indispensabile per lo sviluppo. In pratica il cervello è pre-cablato e pronto all’azione basandosi esclusivamente sui geni.













