di Patrizia Massara Di Nallo (foto ufficiale Comune Sant’Ilario dello Ionio)
Sabato 21 e domenica 22 marzo 2026 tornano per la 34ª edizione le “Giornate FAI di Primavera”e quest’anno in provincia di Reggio è stato istituito il percorso Condojanni e Sant’Ilario dello Ionio: l’antica contea e il suo casale. E’ il più importante evento di piazza dedicato al patrimonio culturale e paesaggistico del nostro Paese con visite a contributo libero in 780 luoghi e in 400 città di tutta Italia.
L’itinerario calabrese si articola tra le trame del centro di Sant’Ilario, lambendo i suoi palazzi nobiliari, per aprirsi, poi, all’attuale sua frazione di Condojanni, un tempo centro della contea: qui il percorso si addentra in un paesaggio suggestivo, dominato dall’imponente profilo del Castello, su una rupe alla cui base si trovano le grotte, un tempo abitate. Snodandosi tra antiche chiese e scorci panoramici dove la macchia mediterranea incontra le aspre linee della roccia, l’itinerario offre una sintesi perfetta tra eredità storica e natura incontaminata.
Sant’Ilario lega la sua storia ai Carafa di Roccella, che fondarono il casale tra il XVI e gli inizi del XVII sec., e dei proprietari terrieri, di cui i Palazzi Speziali-Carbone e Vitale, oltre che il Casino Speziali, restano eleganti custodi.
A Condojanni, la narrazione si fa epica presso il Castello Normanno (XI sec.) e le grotte scavate nell’arenaria, antichi rifugi rupestri. Il Castello e il paese furono feudo del vescovo di Gerace, dei Ruffo, dei Marullo, infine dei Carafa. Il sacro vive nella Chiesa di Sant’Antonio Abate, con notevoli iconografie devozionali, che è stata ricostruita dopo il terremoto del 1783 e in quella di Santa Caterina d’Alessandria, situata nell’antica “terra” ai piedi del Castello,che si distingue per la sobria eleganza delle linee. Connubio tra architettura e natura si ha nell’altra porzione dell’abitato, posta su un alto costone, tra il costruito storico oggi in recupero e gli scorci sulla Locride.
Il patrimonio di Sant’Ilario e Condojanni si distingue per la stratificazione di stili, dal medievale al neoclassico. Il palazzo Speziali-Carbone, la Villa Speziali e Palazzo Vitale rappresentano l’architettura signorile calabrese del XVIII-XIX sec., con imponenti portali in pietra lavorata, interni con soffitti decorati e pregevoli pavimentazioni. Particolare è il Casino Speziali, antica residenza rurale della famiglia omonima, oggi parte di un percorso museale dedicato alla civiltà contadina. Annessa al Casino vi è la piccola Chiesa di S. Anna, aperta al pubblico ogni 26 luglio.
Il Castello di Condojanni è un tipico esempio di architettura militare normanna dell’XI secolo sulla cima di un’altura rocciosa, tra quelle che dominano la Locride e rappresenta uno dei pochi esempi di architettura altomedievale calabrese. con, al centro, la svettante Torre Mastio a pianta quadrata, circondata da un circuito murario rettangolare e quattro torri angolari, successive al mastio. All’interno delle mura castellane si conservano anche i resti di una grande cisterna normanna e del Palazzo dei Carafa, conti di Condojanni dalla fine del XVI sec. fino all’eversione della feudalità. Il castello, insieme a quelli vicini e simili di Gerace , Stilo ,Amendolea e di Sant’Aniceto rientrava in un sistema difensivo di età normanna volto a controllare la costa ionica meridionale. Il possente donjon fu costruito per volere degli abitanti intorno all’XI secolo come luogo di avvistamento e di rifugio per la popolazione, in seguito all’intensificarsi delle scorribande saracene lungo le coste calabresi. Con il passaggio della Calabria sotto il dominio degli Svevi, tale struttura fu ristrutturata ed ampliata, creando il vero e proprio castello, con l’aggiunta di alcune torri rettangolari. Da questo momento vennero scritti documenti che ne danno notizia. Nel corso del XIII secolo il castello divenne il centro di comando del fiorente feudo di Condojanni. Le grotte, infine, recano segni di antropizzazione fin dall’età bizantina.
Visitare i paesi di Sant’Ilario e Condojanni, l’antico capoluogo della contea, significa compiere un autentico viaggio nel passato, dove la storia calabrese si manifesta nella sua piena potenza estetica. Il primo elemento che colpisce è il contrasto visivo: dall’eleganza neoclassica di palazzi e ville, con interni carichi di memoria, alla solenne verticalità del Castello Normanno, che da mille anni domina il paesaggio circostante. Per gli amanti dei centri storici lontani dai circuiti turistici di massa, Condojanni rappresenta una rara opportunità: qui ogni unità abitativa è stata recuperata con attenzione filologica, restituendo al centro la sua antica dignità architettonica e urbanistica. Ma è l’aspetto rupestre a incantare definitivamente: le grotte scavate nell’arenaria, perfettamente integrate nell’edilizia storica, creano un’atmosfera sospesa e quasi mitologica. Infine, il paesaggio completa l’esperienza: dai belvedere dei due centri l’occhio spazia tra l’asperità dell’Aspromonte e l’azzurro del Mar Ionio, offrendo silenzi rigeneranti e una bellezza autentica, che solo i centri storici genuini sanno ancora conservare.
Dal 1993 il FAI dà la possibilità a centinaia di migliaia di italiani– nel primo fine settimana di primavera – di riappropriarsi del patrimonio culturale e paesaggistico delle città fatto di tesori d’arte e natura più o meno conosciuti e anche di storie, tradizioni e saperi unici che vengono tramandati e rinnovati dalle comunità che li custodiscono e a cui il FAI dedica ogni anno questa “festa collettiva” pensata per promuoverne la conoscenza, la cura e la tutela, in linea con la missione educativa che la Fondazione porta avanti da oltre cinquant’anni. Grazie all’impegno e all’entusiasmo di migliaia di volontari delle Delegazioni e dei Gruppi FAI attivi in tutte le regioni, saranno visitabili a contributo libero centinaia di luoghi d’arte, storia e natura da nord a sud della Penisola, spesso poco conosciuti e valorizzati, molti dei quali solitamente inaccessibili: dalle ville ai castelli, dalle chiese ai luoghi dell’educazione, dai laboratori artigiani alle aree naturalistiche, passando per teatri, collezioni d’arte e siti produttivi. Partecipare alle Giornate FAI di Primavera è dunque un’occasione per scoprire e apprezzare il patrimonio che ci circonda e un modo concreto per contribuire alla sua tutela e valorizzazione, poiché ad ogni visita si potrà sostenere la missione della Fondazione con una donazione. Tra le novità di questa edizione, una selezione di aperture per commemorare gli 800 anni dalla morte di San Francesco d’Assisi e valorizzare la figura e l’eredità spirituale e culturale del santo patrono d’Italia.
Le Giornate FAI sono eventi di raccolta fondi: partecipare a ogni visita con una donazione significa sostenere la missione della Fondazione. In caso di particolare affluenza l’ingresso al luogo potrebbe non essere garantito. Chi ha la tessera FAI o fa la tessera direttamente in loco, ha diritto all’accesso prioritario.













