Home Politica IL TEMA RECOVERY PLAN La riflessione di Giacomo Crinò

IL TEMA RECOVERY PLAN La riflessione di Giacomo Crinò

254
0

*di Giacomo Pietro Crinò

I progetti  vanno visti  in astratto ed in concreto, e vanno scelti quelli che consentono di  superare la crisi sanitaria ed economica che viviamo.

Il tema è il Recovery Plan.

Pertanto 1) Lo Stato che voglia controllare il rispetto delle regole, nella Pubblica Amministrazione deve assumere gente che provvede a formare, non pensare ad operazioni confuse e clientelari.

2) Lo Stato che sa di dover affidarsi a nuove forme di energia, Green, deve accelerare, e fino al raggiungimento dell’obiettivo, di sostituzione o considerevole riduzione di quelle attuali, inquinanti, fronteggiare al meglio i rischi.

3) Lo Stato che affronta questa sfida epocale di progetti e di riforme sa di dover contare su strutture straordinarie, efficientando quelle di cui già dispone nei ministeri e nelle agenzie ed affiancadone altre, efficaciemente coordinate. Ma intanto il Pnrr(Piano nazionale di ripresa è resilienza) “predica” che “necessiterà di una più precisa definizione delle riforme e delle strategie di settore connesse al piano e di ulteriori passaggi politico-amministrativi che consentano di finalizzare le progettualità e le tempistiche previste, attraverso l’individuazione dei soggetti responsabili… ecc. ecc. “. Burocratese puro!

Sembra tutto evanescente. Nella logica, in effetti, di un governo percorso da dicembre da gravi incertezze sul tema, a prescindere dalla sua messa in crisi.

A metà febbraio la Commissione europea darà un giudizio sul Piano, a metà aprile è prevista la presentazione formale.

Intanto “corrono” (a parole) i miliardi.

È necessario non che se ne parli, ma che si spendano correttamente.

Ricordiamo che la Francia ha scritto i progetti già da settembre. 

Ci trasciniamo ritardi cronici, lo sappiamo, ma vediamo di portarci in avanti con i discorsi che riguardano il sud, la Calabria, la nostra zona.

E non dobbiamo nascondere i nostri stessi, doppi ritardi, nello spendere i fondi europei.

È anche la misura, questa, della nostra capacità di svolgere il ruolo e le funzioni.

Da rafforzare.

Questo deve essere il tempo anche per la ristrutturazione del sistema politico e sociale in Italia, fondato sulla cultura, la serietà e le competenze.

Se parliamo dei Tribunali e dei tempi inaccettabilmente lunghi dei giudizi (che auspichiamo giusti), anche per carenza degli Organici; degli investimenti per avere energie pulite; di una Regione capace di far parte della cabina di regia per i progetti, significa che parliamo di quei fattori in sé che debbono diventare terreno di cambiamento e di ripresa.

È il nostro ragionamento di partenza.

Il “corpo” di una Regione vive  sulla mobilità.

C’è qualcuno che  pensi che la Statale 106, resa veloce e sicura, non diverrebbe la nostra chiave d’entrata della jonica reggina nello sviluppo reale?

Infrastrutture e Ambiente debbono camminare insieme.

Se partono.

E se preliminarmente garantiamo i servizi, a partire dalla Sanità.

il Recovery Plan è l’ultima chance.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui