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IL PARADOSSO DEI RIFIUTI La Calabria sta differenziando “troppo” organico. Quindi occorre smaltirlo fuori regione

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1.670.000,00 euro per affidare, nel periodo che va dal I gennaio al 31 dicembre 2017, il servizio di trasporto, conferimento e avvio a trattamento di recupero dei rifiuti organici da raccolta differenziata (cer 20.01.08) prodotto nel territorio della Regione Calabria presso impianti autorizzati extraregionali.

E’ quanto ha impegnato la Regione Calabria dopo che la precedente gara d’appalto era andata deserta.

Come spiega il testo del decreto n° 10609 del dipartimento Ambiente e Territorio, pubblicato sul Burc di ieri, “l’impiantistica pubblica è estremamente carente per il trattamento dell’organico ed a questa carenza vanno aggiunti i prolungati fermi impianto che si sono avuti e, sovente, si continuano ad avere;

– per tali motivi, anche per il trattamento dell’umido, ci si è avvalsi dell’art. 2-bis della citata LR 18/2013 e s.m.i., ricorrendo ad impianti privati presenti nel territorio regionale;

– la capacità di trattamento nominale complessiva e comprensiva di pubblico e privato, è alla data attuale di 91.000 t/anno per il trattamento dei rifiuti organici di cui al codice CER 20.01.08; al contrario, la richiesta attuale di trattamento è di 99.000 t/annue;

– attualmente la differenza tra la capacità di trattamento nominale e la richiesta di trattamento viene colmata avvalendosi di alcuni impianti ricadenti nell’ATO Toscana Sud;

– detta richiesta è in continua crescita, soprattutto in considerazione del fatto che il vigente regime tariffario agevolante nei confronti di quei Comuni con percentuali di RD superiore al 35% (a scaglioni differenti) sta facendo crescere giornalmente il numero dei Comuni che attivano la raccolta differenziata “porta a porta”.

In pratica, si sta passando da un sistema regionale della raccolta differenziata che  prevede “a dispetto delle previsioni legislative, alla data del 31/12/2014, la percentuale di raccolta differenziata si attesta ancora a valori inferiori al 20%” ad uno in cui gli impianti di trattamento e valorizzazione della frazione organica esistenti nel territorio regionale non sono sufficienti a lavorare l’umido che attualmente viene differenziato dai cittadini e conferito agli impianti stessi.

Da profani, ci chiediamo se un sistema che preveda una spesa di 1.670.000,00 euro per smaltire altrove “l’eccesso” di rifiuto organico differenziato nella nostra regione risponda a criteri di efficienza ed efficacia e se non sia il caso di investire con maggiore convinzione nell’efficientamento degli impianti esistenti…

direttore@lentelocale.it

1 commento

  1. una ventina di anni fa avevo un allevamento di lombrichi…
    attualmente il mio umido NON lo “butto” nel cassonetto….
    lo metto in una buca nell’orto e i lombrichi banchettano dandomi in cambio ottimo humus.
    Pronto a mettere la mia esperienza a disposizione di chi vuole investire nel ramo guadagnando denaro invece che spenderne.

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