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Il Maresciallo Maggiore dei Carabinieri Orazio Sangiorgio ci ha preceduti nei Cieli Blu

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di Cosimo Sframeli Capotano dei Carabinieri

Stroncato da un improvviso malore, all’età di 75 anni, si è addormentato il Maresciallo Maggiore dei Carabinieri in congedo Orazio Sangiorgio, che ha servizio la Patria con onore e disciplina a difesa della Costituzione e della Legge, a salvaguardia delle libere Istituzioni dello Stato.

Sottufficiale, privo di remore ha sapientemente contrastato ogni forma di crimine, spiccato per essere stato un instancabile e prezioso “carabiniere”, qualità riconosciute da superiori, magistrati, colleghi, cittadini. Ha servito nell’Arma per circa sei lustri, operando anche come comandante di Stazioni Carabinieri.

“I Comandanti di Stazione rappresentano da sempre l’essenza della nostra Istituzione”. diceva il Generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, 《Da sempre lavorano nell’ombra con modestia, da sempre affrontano l’amarezza e la macerazione della vita quotidiana. Conoscono il dovere, l’amore verso l’inerme, cosa sia il sacrificio che non paga. Ai comandanti di stazione vada, assieme ai loro giovani ufficiali, la gratitudine dell’Arma e il mio bravo convinto plauso》.

Orazio Sangiorgio, scordiense di nascita e calabrese di adozione, iniziò la carriera militare presso le Scuole Sottufficiali Carabinieri di Velletri e Firenze per poi essere destinato al Battaglione “Laives” di Bolzano. Trasferito a Samo (RC) conobbe e sposò Mirella Marmina, dalla cui unione nacquero i due figli, Emiliano e Veronica; quindi, dislocato alla caserma di Melito Porto Salvo (RC). Nuova destinazione al Comando di San Luca (RC).

A tal proposito, benevolmente ricordo quando egli, giovane sottufficiale, con zaino in spalle e armi al seguito, arrivò alla Stazione FFSS di Bovalino (RC), deserta. Non vide nessuno neanche per le strade. Si recò al bar “Fratelli Martino”, che si trova tuttora a pochi passi della Stazione ferroviaria, e ingenuamente chiese ad essi gli orari del treno per San Luca (RC). La risposta fu una risonante risata: a San Luca (RC) non c’è mai stata la linea ferrata che raggiungesse il paese aspromontano, c’era un solo autobus pubblico al giorno. Toccò ai fratelli Martino, comprensivi e benevoli, accompagnarlo alla Caserma Carabinieri di San Luca (RC). Orazio rimase per sempre grato.

Ha poi retto di Comandi Stazione di Ardore (RC), Gerace (RC) e Ciminà (RC), concludendo la sua carriera presso un importante ufficio del Comando Legione Calabria di Catanzaro. Orazio Sangiorgio, già socio A.N.C. della Sezione di Ardore (RC), ricordato come un galantuomo d’altri tempi, discreto ed altruista, ha rappresentato l’Arma con l’esempio e la dedizione al dovere. Ieri i funerali nella Chiesa di Santa Mariadel Pozzo di Ardore Marina (RC), officiati dal Parroco don Tonino Saraco.

L’ultimo saluto denso di spiritualità e commozione è stato solennemente offerto dal Maresciallo Maggiore Michele Fiorentino, Comandante della Stazione CC di San Luca (RC), dal Maresciallo Capo Gianluca Carà, Comandante della Stazione CC di Ardore (RC), accompagnato dal Maresciallo ViceComandante della stessa Caserma, nonché dagli commilitoni, con i quali ha convissuto e condiviso esperienze straordinarie. Supportati dalla fede e uniti nella preghiera, giungano da parte di tutti noi colleghi e amici le più sentite condoglianze, con la consapevolezza che Orazio, da quell’angolo di cielo riservato a noi Carabinieri, saprà proteggere ed illuminare il nostro cammino. Un ideale abbraccio all’amico e collega, che ci hai preceduti, andando avanti nei Cieli Blu. Capitano dei Carabinieri ® Cosimo Sframeli

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