Pellegrinaggio conclusivo degli alunni di Scuola Secondaria di primo grado che ha visto i giovani studenti delle classi terze in visita nella chiesa di Santa Maria della Pietà, accompagnati dai docenti dell’istituto comprensivo presieduto dalla preside Festa: i canti popolari ed una fede salda, a quella età!, nella più sana delle tradizioni tramandate nel tempo e nello spazio del centro aspromontano, fanno ben sperare per un loro più vivo consolidamento ancorché il parroco richiami ad una certa “coerenza con quello che noi professiamo a parole e poi viviamo nei fatti nella vita di ogni giorno”. L’importanza dell’anno giubilare che si sta vivendo e che si concluderà il prossimo 6 gennaio.
di Antonio Baldari
SAN LUCA – Vedere le ragazze strette l’una all’altra, e con il foulard della Madonna della Montagna di Polsi, gioiosamente canterine per le strade del loro paese e poi entranti in chiesa, sempre cantando, è stato qualcosa di straordinario, tanto più se si pensa che esse hanno quattordici anni o giù di lì; così come i loro coetanei maschi, perdutamente sorridenti nel battere il proprio tamburello, con mani evidentemente ingrossate dai colpi dati con ruvido impatto, o nel far ondeggiare la fisarmonica in maniera convinta e per amore suo, della “gluriusa Vergini Maria”. Tutto questo a San Luca, centro d’Aspromonte nell’entroterra reggino dell’area metropolitana di Reggio Calabria, lo scorso fine settimana per volere dell’Istituto comprensivo “San Luca-Bovalino” presieduto dalla dirigente scolastica Margherita Festa, e segnatamente nel contesto più ampio delle attività programmate ad inizio anno scolastico con cui si prevedeva il mini pellegrinaggio alla chiesa locale di “Santa Maria della Pietà” e per classi parallele; ed invero, ci sono state le classi Prime in avanti, qualche settimana più tardi ci sono state le classi Seconde e, come testé detto, le classi Terze che hanno epilogato tale momento preventivamente organizzato. Che ha visto la proficua collaborazione dei docenti del summenzionato istituto, con la professoressa Rosita Taliano, quale titolare di “Religione” al “San Luca-Bovalino”, in testa a questo evento che ha bellamente sottolineato il forte radicamento della tradizione popolare, in special modo mariana, in terra sanluchese già a questa, tenerissima, età che fa ben sperare per il futuro di queste generazioni e, per esteso, dello stesso centro reggino che come tutti i paesi interni conta molto su tale apporto socio-culturale per potere quantomeno sopravvivere all’andare del tempo.
Ancorché il parroco di San Luca, don Gianluca Longo, abbia messo in guardia i giovani parrocchiani “Tenendo in forte considerazione ciò che noi professiamo con le parole, per fede, rispetto a quelli che poi sono i comportamenti nella vita di ogni giorno che non sempre corrispondono – ha affermato il giovane prete – ecco, noi dobbiamo cercare di essere sempre coerenti perché soltanto allora la pietà popolare sarà pienamente vissuta”; tra una martellata e l’altra ed il rumoroso roteare di un trapano (era infatti in corso la sostituzione delle due porte di ingresso all’edificio religioso sanluchese, nda), don Longo si è soffermato sull’anno giubilare in corso che si concluderà il prossimo 6 gennaio del Nuovo Anno, asserendo che “Il giubileo che si celebra ogni venticinque anni, e noi possiamo viverlo direttamente varcando una di quelle due soglie nella nostra chiesa grazie al decreto del vescovo, ci permette di arrivare ad ottenere l’indulgenza dai nostri peccati con tutto quello che è previsto in questo caso – così don Longo – è una straordinaria grazia che abbiamo la gioia di vivere nel nostro essere cristiani, ogni giorno”. Dopodiché i ragazzi sono stati brevemente catechizzati sul tempo “forte” dell’Avvento che si sta vivendo in questi giorni in preparazione al Santo Natale, e particolarmente sulla figura di Maria, donna dell’Avvento, e dunque dell’Attesa “Che non è aspettare – ha epilogato don Gianluca – bensì, al contrario, andare incontro a Gesù che viene in mezzo a noi per salvarci”; conclusione con l’invito a scrivere una preghiera, in un piccolo foglietto, da deporre in un braciere fatto poco dopo portare fuori per accendere, bruciandoli, tali foglietti elevando, di fatto, a Dio la supplica di questi suoi figli più piccoli, di nuovo ossequianti la Madre di Gesù e Madre Nostra della Montagna di Polsi con il canto ed il suono prorompenti di queste giovani “perle” dell’Istituto comprensivo “San Luca-Bovalino”. Che crediamo, non andando poi più di tanto lontano dalla verità, abbiano certamente commosso il cuore della “gluriusa Vergini Maria”.













