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GIUSEPPE JIRILLI «Per ricostruire il futuro serve una forza socialista e riformista»

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di Giuseppe Jirilli*

Caro direttore,

come avrai potuto constatare manco da parecchio tempo dal dibattito politico locale, un’assenza dettata dalla presa di coscienza che chi si è presentato come cambiamento ha deluso la nostra comunità. Mi sono finalmente deciso ad interrompere il silenzio, stimolato dal dibattito che ha innescato la riflessione di Franco Crinò a cui è seguito, tra gli altri, il brillante e preciso intervento del caro amico e collega Stefano Amato. 

Proprio partendo dal sogno infranto del radicale rinnovamento (che allora chiamavamo “rottamazione”), ritengo sia necessaria una politica che sappia fare gioco di squadra per prendere decisioni ed essere protagonisti nella soluzione dei problemi che affliggono il nostro territorio, ma soprattutto per proporre modelli positivi per il suo sviluppo. 

In questo contesto la volontà di ridare compattezza e spazio ad una forza politica socialista e
riformista acquista un particolare significato: solo una forza riformista è capace di ridisegnare il futuro e di affrontare i problemi di oggi nel processo di pianificazione strategica per affrontare l’emergenza del presente e preparare le condizioni per il futuro. Si è infatti dimostrato chiaramente impossibile fare appello a un puro e semplice cambio della guardia, che non riconosca alcun ruolo alle competenze formatesi in anni di esercizio dell’amministrazione, all’efficienza derivante da percorsi professionali e culturali brillanti, al rapporto forte e diretto con le comunità che va oltre una trasparenza rivendicata ma non praticata.


Nel nostro territorio serve una politica strategicamente nuova, altamente qualificata, distante
dai vecchi metodi autoreferenziali, basata sull’inclusione, che si riconosca nella solidarietà. Solo una solida cultura riformista può portare al dialogo e fare emergere le capacità politiche ed intellettuali necessarie per un confronto rispettoso allo stesso tempo del vigore della dialettica politica e del ruolo delle istituzioni, siano enti, scuole, associazioni di persone o di imprese, al fine di siglare unalleanza con chi si riconosce in comuni obiettivi sui quali indirizzare creatività, idee, competenze e risorse.

Questo è il quadro che abbiamo davanti, per cui dobbiamo impegnarci ed essere protagonisti nella soluzione dei problemi. Quindi, invito tutte le forze politiche che si riconoscono in questo grande progetto di alternativa politica ad un tavolo di confronto inclusivo. Spero che coloro ai quali anche recentemente ho prestato il mio consenso, non rimangano sordi all’appello lanciato da Franco Crinò al quale anche io unisco la mia voce.

*: avvocato

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