L’associazione invia una lettera formale all’ANCI: in un Paese che macella più cavalli di qualsiasi altro Stato europeo, i Comuni avrebbero potuto scegliere una strada diversa. IHP chiede la revisione dell’accordo.
R. & P.
MONTAIONE (FI) – IHP Italian Horse Protection ha inviato una lettera formale al Presidente e al Vicepresidente dell’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani (ANCI) per esprimere la propria posizione critica sul Protocollo d’Intesa sottoscritto tra ANCI e la Federazione Italiana Sport Equestri (FISE) lo scorso 2 aprile con l’obiettivo dichiarato di promuovere la diffusione degli sport equestri sul territorio nazionale e rafforzare la collaborazione tra istituzioni sportive e amministrazioni locali.
La posizione di IHP
IHP contesta nel merito l’impostazione del Protocollo, richiamando il corpus scientifico consolidato sull’etologia degli equidi: cavalli, asini e pony hanno caratteristiche biologiche e comportamentali che risultano incompatibili con le attività a cui vengono sottoposti nell’ambito degli sport equestri, dalla gestione scuderizzata all’addestramento con strumenti coercitivi — imboccature, finimenti, speroni, frustini — fino alla partecipazione forzata a esibizioni e competizioni. Il benessere animale, come riconosciuto dall’art. 13 del Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea, non si riduce alla salute fisica: nel caso degli equidi coincide con libertà di movimento nelle ventiquattro ore, vita in branco e possibilità di pascolo. Nessuno di questi requisiti è compatibile con le condizioni standard degli sport equestri.
Il nodo irrisolto: il “fine carriera”
La lettera segnala all’ANCI un problema strutturale che il Protocollo ignora: il destino dei cavalli quando non possono più essere utilizzati. In assenza di un sistema obbligatorio e tracciabile di aftercare — mantenimento, ricollocamento, pensionamento — la stragrande maggioranza degli equidi dismessi finisce nelle mani dei commercianti e, spesso, viene avviata alla macellazione. L’Italia è il Paese che macella il maggior numero di cavalli in tutta Europa. Secondo i dati ufficiali del Ministero della Salute (Vetinfo), nel 2025 sono stati macellati 22.854 equidi, di cui 14.713 di provenienza nazionale. A fine febbraio 2026 il dato ha già raggiunto quota 1.926.
“Siamo molto sorpresi che l’associazione che rappresenta i Comuni italiani sottoscriva un accordo finalizzato a promuovere l’uso di questi animali, senza interrogarsi su ciò che questo comporta sul piano etico e scientifico – dice Sonny Richichi, presidente di IHP -. Il benessere dei cavalli non è un tema di sensibilità individuale: è una questione di diritto, di dati e di responsabilità pubblica. Invitiamo l’ANCI a rivedere la propria posizione e a scegliere un approccio diverso: non la promozione dello sfruttamento, ma la promozione della conoscenza e del rispetto.”
Cosa chiede IHP
IHP chiede all’ANCI di approfondire la materia e di rivedere il Protocollo d’Intesa con la FISE, che — in assenza di un approccio critico al tema del benessere animale — rischia di esporre i Comuni italiani a critiche crescenti da parte di un’opinione pubblica sempre più sensibile ai diritti degli animali. L’associazione propone in alternativa che i Comuni promuovano iniziative che incentivino la conoscenza degli equidi nel rispetto delle loro esigenze etologiche, non il loro utilizzo sportivo e ludico.
IHP si è dichiarata disponibile a fornire all’ANCI documentazione scientifica, dati e riscontri frutto di quasi vent’anni di attività sul campo.













