di Simona Masciaga
Venezia – Carnevale finito e terminate le rappresentazioni di Traviata di Verdi che qui, tra questi magnificenti drappi, vide il suo debutto il 6 marzo del 1853. Attesa l’ ultima performance, ci siamo riservati, di intervenire a proposito della scelta di Beatrice Venezi, direttrice artistica del teatro veneziano, di consolidare la regia di Robert Carsen all’opera più attesa dell’anno e più che mai rappresentata al mondo.
Del regista, poco da obiettare in quanto, le sue varie rappresentazioni teatrali ed operistiche, mirano all’eternità dell’opera in sé; si tratta di come incarnare il messaggio classico, sempre attuale, nella cultura moderna e, soprattutto, trasmettere, alle nuove generazioni, il valore dell’opera attraverso una forma di comunicazione moderna, contemporanea ed evergreen. Decisamente sottotono il soprano Rosa Feola nei panni di Violetta agli inizi del primo atto…una bella ma ben recuperata stonatura (forse emozione) sul Tra voi saprò divider il tempo mio giocondo nella ripresa del famoso Libiam nei lieti calici ma, non è un tono minore che fa il tutto; il soprano ha ben tenuto testa alla situazione fino al duetto della fine del primo atto laddove altro scivolone , stavolta imbarazzante, nel celeberrimo Croce e delizia preso male e di poco sotto all’ originale partitura( la Callas si rivolta nella tomba).
Nonostante tutto, il secondo atto dalla scenografia inizialmente spartana per dare spazio alla voce e al dinamismo corporeo dell’ interpretazione, è stato piacevole anche se avremmo voluto vedere più pathos nell’ interpretazione di Violetta. Sicuramente un grosso plauso va a Roberto Frontali nel ruolo del padre di Alfredo Germond: voce precisa, perfetta senza sbavature un ottimo baritono. Ad Alfredo Germond, interpretato da Stefan Pop, diamo un buon voto ma, per questo ruolo da giovane romantico del tempo, osiamo consigliare una dieta proteica e ferrea (l’ occhio vuole la sua parte). Sul finale nulla da obiettare: scenografia minimal, una pelliccia di visone subito accaparrata dalla domestica Annina, nel mentre Violetta spirava affetta dal male più romantico del tempo quale la tisi e tra applausi continui il sipario cala nuovamente in attesa del prossimo anno.













