di Patrizia Massara Di Nallo
L’obesità è un disturbo in continua crescita, anche tra i bambini e i giovani e si associa all’insorgenza di sindrome metabolica, diabete di tipo 2, patologie gastrointestinali e cardiovascolari e altri disturbi severi. A favorire tutto ciò, è l’abitudine a consumare i cosiddetti cibi ultraprocessati (dall’inglese ultra-processed foods, definizione che compare per la prima volta all’interno del NOVA food classification system dell’Università di San Paolo – Brasile), quali bevande gassate e zuccherine, piatti già pronti da riscaldare in pochi minuti al forno a microonde, dolciumi e prodotti da forno in busta,cioè tutti quei cibi ultraprocessati, ormai diffusissimi a livello globale, che sono entrati in pianta stabile nella dieta quotidiana di molte persone. Secondo la divisione dei ricercatori dell’Università di San Paolo, gli alimenti si suddividono in quattro categorie distinte: cibi non processati (o minimamente processati), ingredienti processati, cibi processati e cibi ultraprocessati.
I cibi non processati sono alimenti come verdura, frutta, legumi, frutta secca, carne, pesce, uova, latte, yogurt, riso, pasta, farine, caffè, tè, semi, erbe e spezie, cioè alimenti che non sono stati alterati attraverso l’aggiunta di ingredienti esterni, mantenendo così le loro caratteristiche originali.
Gli ingredienti processati sono quegli ingredienti comunemente usati per condire, conservare o modificare il gusto degli alimenti non processati che prepariamo,cioè olio, sale, aceto, burro e zucchero.
I cibi processati sono invece il risultato della combinazione dei due gruppi precedenti e rappresentano alimenti molto diffusi nel consumo quotidiano, quali pane e prodotti da forno, la maggior parte dei formaggi, insaccati, legumi in lattina e sottaceti.
Gli alimenti ultraprocessati hanno subito un processo di produzione industriale molto radicale, caratterizzato dall’aggiunta di additivi alimentari e sostanze utili a esaltare il gusto, la dolcezza o la morbidezza del prodotto, come fruttosio, oli idrogenati, coloranti ed emulsionanti. Si tratta quindi di dolciumi industriali, caramelle, gelati, yogurt aromatizzati, cibi a base di carne come hot-dog o bocconcini di pollo fritto, ma anche alimenti vegani come alcuni sostituti della carne o dei formaggi, oltre a zuppe e paste istantanee, pane in cassetta, patatine fritte, cereali lavorati e bevande gassate o energetiche.
Inoltre occorre tenere presente che all’interno dei cibi ultraprocessati sono presenti, oltre agli additivi, livelli più elevati di sale, zuccheri e grassi saturi rispetto alle altre categorie di alimenti. Questi concorrono con altri fattori di rischio all’insorgenza di patologie e disturbi come l’obesità, la sindrome metabolica, il diabete, la pressione alta e le malattie cardiovascolari. Il rischio si evidenzia in particolare quando l’assunzione di cibi ultraprocessati avviene in quantità elevate e continuative ed è combinata all’abuso di alcolici, al fumo di sigaretta e a uno stile di vita poco salutare e sedentario.
Per evitare l’insorgenza di disturbi, quindi, è importante mantenere un’alimentazione bilanciata, in cui i cibi ultraprocessati sono presenti soltanto in minima parte e, al contrario, ricca di vegetali, frutta, cereali e legumi, perciò in generale la dietaconsigliata è quella mediterranea, in cui molti piatti prevedono l’utilizzo di questi alimenti. Inoltre, quando si scelgono e consumano cibi ultraprocessati è bene prestare attenzione anche alla loro composizione: il pane in cassetta, per esempio, contiene meno grassi e calorie delle patatine fritte.
I cibi ultra processati possono erroneamente sembrare la scelta più comoda e veloce, ma seguendo alcuni semplici accorgimenti in cucina è possibile diminuirne il consumo: a colazione, per esempio, si possono sostituire gli yogurt aromatizzati con yogurt normale o magro a cui aggiungere frutta fresca tagliata a pezzetti e frutta secca, così come i cereali zuccherati possono essere sostituiti da avena al naturale a cui aggiungere anche in questo caso frutta fresca e frutta secca. Per evitare il consumo di zuppe e cibi pronti può essere utile preparare i propri piatti in quantità maggiori, da congelare escongelare al bisogno quando si ha poco tempo per cucinare. Infine, quando si sente la necessità di unospuntino tra i pasti, invece di ricorrere a dolciumi confezionati, patatine o salatini, il consiglio è sempre quello di consumare un frutto fresco o una porzione di frutta secca.
(Foto e fonte Humanitas)













