Intervista IN ESCLUSIVA all’avvocato che ha recentemente promosso il disegno di legge “CIELI BLU”, che è in dirittura d’arrivo per quanto concerne il raggiungimento del quorum per poi essere calendarizzato alla riapertura del Parlamento e più precisamente nel prossimo autunno. “I cittadini dovranno continuare a fare scelte ecologiche per il pianeta, ma sarebbe il caso che Stai Uniti e Cina facessero lo stesso. Basterebbe firmassero gli accordi di Kyoto e l’accordo di Parigi, per la diminuzione dei gas serra. Chiaramente se si riuscisse a fermare questo scempio di manipolazione chimica del clima, il nostro pianeta e l’aria che respiriamo ne trarrebbero grande giovamento” – afferma il legale italiano.
di Antonio Baldari
Avvocato Chialastri, quando nasce l’iniziativa per il disegno di legge “CIELI BLU”, di cui Lei è promotrice?
La proposta di legge ad Iniziativa Cieli blu è stata depositata in Cassazione, da 10 cittadini promotori, il 4 maggio 2026 ed è stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 5 maggio. L’ inizio della raccolta firme è partita ufficialmente il 10 maggio e ad oggi siamo al 95% delle firme necessarie legalmente, cioè 50.000, per poterla presentare in Parlamento. È chiaro che speriamo di portare molte più firme ed avere così maggior peso a sostegno della mia iniziativa. Si può firmare on line su www.cieliblu.it Nei Comuni di residenza, ma bisogna controllare se la raccolta effettivamente in essere, non tutti i Comuni sono collaborativi, purtroppo. L’ idea di scrivere una legge per il divieto assoluto di ogni attività di geo-ingegneria climatica sul territorio italiano è nata, sia da anni di osservazione personale del cielo, del cambiamento avvenuto alla forma delle nuvole, alla evidente cappa asfissiante creata da lastre rettangolari spugnose che solcano per kilometri il cielo e non fanno filtrare i raggi del sole, sia dalla possibilità che ho avuto di partecipare insieme al Maresciallo Roberto Nuzzo a Convegni informativi. Ho iniziato 3 anni fa ad interessarmi della materia dal punto di vista legale e quindi, era più che naturale che i miei studi mi portassero all’ elaborazione di una proposta di legge sulla scia delle leggi americane che stanno portando avanti lo stesso divieto. La geo-ingegneria esiste ed è praticata in tutti gli Stati del Mondo. Per quanto riguarda l’Italia abbiamo l’Intesa Bush Berlusconi del 2002 “Cooperazione ITALIA_USA su scienza e tecnologia dei cambiamenti climatici”; sostanzialmente la messa a punto di apparati di aerosol stratosferico per attuare manipolazione degli ecosistemi terrestri. Si legge” Sviluppo di nuovi sistemi di manipolazione dell’ecosistema che permettano di esporre la vegetazione a condizioni simili a quelle attese in scenari di cambiamento climatico. Quindi non siamo in una fase di cambiamento climatico estremo, ma il cambiamento climatico è generato da questa attività di geoingegneria. Vi è una flessione della temperatura del pianeta, ma questa è fisiologica al funzionamento dello stesso. La temperatura del pianeta ha sempre presentato picchi di calore e picchi di stagioni fredde (piccole glaciazioni).
In questo momento stiamo uscendo da un periodo di piccola glaciazione. Ma tutto nasce molto prima. Il 14 gennaio 1999 viene presentata al Parlamento Europeo una relazione dettagliata sulla proposta dell’on. Renh Rouva sull’ uso potenziale delle risorse di carattere militare per le strategie ambientali, presentata in conformità dell’art 45 del regolamento, alla Commissione degli Affari esteri, la sicurezza e la politica di difesa per l’esame ed un parere. Gli Stati vengono esortati a mettere in comune il programma di ricerca e sviluppo in campo ambientale e a sfruttare le ricerche ed i mezzi nonché le ingenti risorse militari esistenti. La necessità di creare una task force militare ambientalista, si legge nel documento, scaturisce dal fatto che la fine della guerra fredda, siamo nel 1999, provocherà una forte riduzione della spesa militare che può comportare forte perturbazioni sul piano regionale, esubero di risorse disponibili. Da qui la riconversione delle produzioni e tecnologie militari in ambito civile. Si parla di rafforzare la prevenzione nell’ intento di scongiurare catastrofi ambientali. Ed ecco che arriva l’accordo Bush Berlusconi a salvare le finanze americane. Peccato che, come ampiamente descritto nell’ Intesa, quello che viene irrorato, non solo è tossico per l’uomo e la natura, ma è in grado di produrre cambiamenti climatici estremi.
Nelle precedenti edizioni del Nostro Giornale abbiamo detto che il cielo non è sempre più blu, parafrasando il titolo di una celebre canzone di Rino Gaetano: quali le cause principali di tutto ciò?
Tutta la tecnologia è militare ed è americana. Esistono 1100 brevetti americani, la geoingegneria è un’arma militare ed è stata utilizzata in passato. Ricordo il progetto CIRRUS (1946-1957); il progetto CUMULUS (1949-1955); il progetto OPERATION LAC (1957) e tanti altri se ne potrebbero citare. L’ ultimo a molti noto, il progetto POPEY (1966-1972), parliamo dell’Afganistan. Anche l’Italia è stata soggetta a tali tipi di sperimentazioni. Ad esempio nei colli prenestini, vicino Roma, nel 1966-1968, il CNR, Ente coinvolto direttamente in tali tipo di attività sul territorio italiano, ha eseguito un’inseminazione delle nuvole con nuclei di condensazione mono dispersi che emettevano elettroni e nuclei che formavano ghiaccio per provocare piogge; in quegli anni si manifestarono temporali devastanti in quella zona. Esiste un brevetto americano apposito per produrre grandine con l’impiego di ossido di grafene per la nucleazione del ghiaccio. Brevetto N: US20220002159A1 La tecnologia di geo-ingegneria sono classificate in: SRM solar radiation modification; CDR carbon dioxide removal; SAI stratosaferic aerosol injection; MCB marine cloud brighting; CLOUD SEEDING: vengono disperse nell’ aria 34 sostanze tossiche, tra cui: alluminio, bario, stronzio, ioduro d’argento, nanoparticelle di ossido di grafene, biossido di titanio, silicio, carbonato di calcio, fosforo, molibdeno, manganese, fosforo, litio, ossido di carbonio, ferro, zinco, rame, ecc… L’ alluminio è tra le 200 sostanze maggiormente tossiche per l’ uomo ed è alla base dell’ insorgenza di malattie neuro degenerative come l’ autismo e l’ Alzheimer. Le nano particelle rimangono nell’ atmosfera per due anni e data la loro dimensione vengono inalate dall’ uomo e dagli animali e passano direttamente la parete emato-encefalica. Ritroviamo i metalli pesanti e l’alluminio nel cervello ed in tutti gli organi umani. CIELI BLU chiede esattamente il divieto totale di tutta questa attività realmente pericolosa per l’uomo.
Vogliamo dirlo a chiare lettere una volta per tutte: quanto è pericolosa la geoingegneria o ingegneria del clima e perché?
Partendo dai Trattati Internazionali, normative europee e nazionali ed in applicazione del principio di precauzione e richiamandomi alla Convenzione dell’ ONU sulla diversità biologica, si è stabilito che la geo-ingegneria comporta una seria violazione dei diritti Umani a causa dei pericoli impliciti nelle tecnologie utilizzate e alla Moratoria delle Nazioni Unite Cop 10 Nagoya, dove le Nazioni Unite chiesero agli Stati di vietare tale attività poiché altamente e potenzialmente rischiosa per l’uomo e per l’ambiente, per richiamarne solo alcuni; ed in applicazione del principio di precauzione che permea tutto il diritto posto a tutela della salute e del benessere ambientale ed umano, che è stato altresì cristallizzato nell’ art 191 TFUE co2. CIELI BLU chiede il divieto e la creazione di un reato speciale.
Il ddl “CIELI BLU” sta per raggiungere il quorum, manca poco ormai: cosa desidera dire agli Italiani a tale proposito?
CIELI BLU sta per raggiungere il quorum con le sole firme on line. Buone notizie arrivano anche da alcuni comuni dove si sta svolgendo la raccolta cartacea. Ma questo non basta. Non basta firmare bisogna farsi testimoni di questo crimine contro l’Umanità. Parlare con i conoscenti, con gli sconosciuti, stampare dal sito ufficiale www.cieliblu.it il materiale informativo e sensibilizzare quante più persone possibili. CIELI BLU deve essere un’onda implacabile. Quante più firme si raccoglieranno quanta più pressione si eserciterà sul Parlamento affinché la legge venga discussa.
Allargando l’orizzonte, come vede il resto del mondo di fronte alla pratica dell’ingegneria climatica clandestina?
La geo-ingegneria è un problema globale. E CIELI BLU è un progetto internazionale. A tal proposito CIELI BLU si sta muovendo anche in alcuni Paesi Europei: in Spagna, in Olanda, in Germania. La legge fondandosi su principi e trattatati internazionali può essere replicata in tutti i Paesi Europei. Sulla pagina telegram: T.me/cielibluitalia esistono già le nazioni europee dove le persone possono lasciare il messaggio: “I want CIELI BLU for my country too” Questo è lo slogan per tutta l’Europa. Ritengo che il sostegno di altri Paesi europei sia determinante.
Come pensa che si possa divulgare con maggiore incisività e completezza il messaggio relativo alla geoingegneria? Penso ai mezzi di informazione, alla Scuola…
CIELI BLU potrebbe avere grande visibilità se i MEDIA ufficiali se ne interessassero. Purtroppo essendo un tema molto delicato sono totalmente assenti. Il vero giornalismo appartiene alle piccole emittenti come la Vostra e come Telecolor, Canale Italia, Becciolini Network, Radio Roma TV,9Mq, Moreno Ferrari, Radio idea, Radio Roma, Edizioni il puntodincontro, ed altre realtà che ringrazio pubblicamente e che sin dall’inizio hanno sostenuto l’iniziativa. Proprio a causa di queste assenze e delle difficoltà di raggiungere tutti i comuni italiani, mi sono impegnata attivamente nel territorio con convegni informativi e raccolta firme. Il 23 agosto sarò ospite dell’ARCA PACIS a Roma in via Casale san Nicola 150.
Cosa pensa che ci vorrà dopo l’eventuale approvazione del ddl “CIELI BLU”? Nello specifico, in cosa deve cambiare l’atteggiamento degli Italiani rispetto all’ambiente?
Dopo l’approvazione di CIELI BLU i cittadini dovranno continuare a fare scelte ecologiche per il pianeta, ma sarebbe il caso che Stai Uniti e Cina facessero lo stesso. Basterebbe firmassero gli accordi di Kyoto e l’accordo di Parigi, per la diminuzione dei gas serra. Chiaramente se si riuscisse a fermare questo scempio di manipolazione chimica del clima, il nostro pianeta e l’aria che respiriamo ne trarrebbero grande giovamento. La CO2 non è il problema. Siamo a livelli minimi storici. La storia della Co2 serve per altro, molto altro. Ma di questo, se volete ne parlerò la prossima volta.
Avvocato Frida, La ringraziamo per la Sua disponibilità e a presto
Grazie a Voi per lo spazio gentilmente accordato.














