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DISAGI AL CENTRO VACCINAZIONI Il dottor Mammì invoca rispetto delle regole e più personale in forza

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di Gianluca Albanese

LOCRI – “Le liste di prenotazione redatte arbitrariamente da chi pensa che sia sufficiente venire alle 3 o alle 4 di mattina per poi ricomparire dopo le 8 sono abusive e non possono essere tenute in considerazione quando s’iniziano le vaccinazioni. Occorre rispettare le regole presenti nel cartello affisso fuori dal centro vaccinazioni: alle 8,15 si ritira il proprio numero dall’eliminacode e, dopo aver consegnato i documenti all’addetto, alle 9 si dà inizio alle vaccinazioni”.

Il dottor Pierdomenico Mammì, Direttore della S.O.C. di Igiene e Sanità Pubblica dell’ospedale di Locri, interviene a mezzo stampa dopo le polemiche dei giorni scorsi, dovute a evidenti assembramenti nello spazio antistante il centro vaccinazioni nei giorni di lunedì e martedì, quelli dedicati alla vaccinazione dei bambini.

Lo fa ricordando le regole basilari di funzionamento di una struttura che si regge, come evidenziato nella nota pubblicata poc’anzi dal comitato civico “DifendiAmo l’ospedale”, sullo spirito di abnegazione dei pochi addetti rimasti, in un contesto in cui il dottor Mammì può contare sulla preziosa collaborazione di un solo infermiere, che svolge anche le mansioni di addetto amministrativo, figura rimasta vacante dopo il collocamento in quiescenza dell’unico impiegato che era in forza fino a poche settimane fa.

Ma al di là delle carenze di personale note a tutti (in primis ai vertici dell’Asp ai quali Mammì ha già segnalato per iscritto) c’è, secondo il direttore del Servizio, la necessità di educare le famiglie al rispetto delle regole per non aggiungere ulteriori disagi a quelli già esistenti.

Per questo, il dottore Mammì cita due esempi.

“Pochi giorni fa – dice a Lente Locale – il presidente della Federazione Italiana Pediatria, professor Paolo Villani, si è complimentato con noi per non aver chiuso il centro vaccinazioni durante l’emergenza CoVid-19, a differenza di quanto hanno fatto nelle altre provincie. Purtroppo – aggiunge Mammì – devo dire che durante i mesi di marzo e aprile sono stati pochissimi i bambini a essere vaccinati, perché evidentemente la suggestione collettiva dovuta al rischio di contrarre il corona virus ha distratto tutti dalla necessità di vaccinarsi da altre gravi malattie. Pochissimi quelli che si sono vaccinati e nessuno che abbia telefonato per informarsi: ecco perché si stanno accalcando tutti ora che il pericolo percepito è decisamente inferiore. A questi si aggiunge il fatto che spesso, purtroppo, i genitori non rispettano le scadenze fissate per il protocollo delle vaccinazioni, subordinando l’atto della vaccinazione ai propri impegni personali e familiari”.

Una situazione di caos, dunque, che secondo il dottore Mammì è ulteriormente aggravata dalle carenze strutturali del presidio ospedaliero di Locri, perché, come spiega a Lente Locale “Non è possibile che ci siano più ingressi sempre aperti e senza alcun controllo, perché oltre a generare possibili problemi di sicurezza del personale, permette a chiunque di entrare abusivamente in orari antelucani e comporre una o più liste abusive che non hanno alcun valore e, oltretutto, generano tensioni tra chi ritiene che la “propria” lista sia prioritaria rispetto a chi è venuto dopo o, addirittura, prima. L’unico sistema valido è quello del numero che si ritira alle 8,15 all’eliminacode, che poi è quello che puntualmente si osserva nei laboratori di analisi, dal dentista o negli studi diagnostici, mentre in ospedale “si pretende” e basta”.

“Voglio ricordare – conclude Mammì – che il centro vaccinazioni di Locri serve otto paesi e che ogni lunedì e martedì vacciniamo ben oltre le 25 persone previste, facendone anche il doppio. Poi, a chi chiede come mai sia aperto solo lunedì e martedì, ricordo che giovedì vacciniamo gli adulti, mentre i giorni di mercoledì e venerdì l’unico infermiere in forza presta servizio a Bianco. Ai cittadini e alle famiglie chiedo di rispettare le regole; ai vertici aziendali di risolvere i problemi di carenze strutturali e di personale perché se entro fine anno non mi mandano altro personale sarò costretto a sospendere il servizio”.

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