Home Ambiente e Sanità Depurazione, in attesa dei “grandi lavori” Bianco pensa alla manutenzione ordinaria dell’impianto

Depurazione, in attesa dei “grandi lavori” Bianco pensa alla manutenzione ordinaria dell’impianto

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di Adelina B. Scorda

BIANCO – Sembra rimanere fra le priorità del comune capofila Bianco il tema della depurazione, infatti, con un atto dirigenziale di pochi giorni fa, l’area tecnico-manutentiva dell’Ente, ha avviato le procedure per indire una gare mediante procedura negoziata avente come oggetto il servizio di conduzione e manutenzione ordinaria dell’impianto di depurazione della durata di tre mesi e del valore di 34 mila euro. Un intervento svolto anche in considerazione del protocollo d’intesa tra i comuni di Benestare, Bianco, Bovalino e Casignana, con il quale viene ripartito l’onere relativo alla gestione degli impianti di depurazione secondo le utenze facenti capo ad ogni comune (Bianco il 27%, Bovalino il 55%, Benestare il 15% e Casignana lo 0,9%).

In attesa che l’iter burocratico inerente al finanziamento Cipe del 30 aprile 2012 con cui l’agglomerato “area omogenea” di Bianco, comprendente i comuni di Africo, Benestare, Bianco, Bovalino, Brancaleone, Bruzzano Zeffirio, Caraffa del Bianco, Casignana, Ferruzzano, Palizzi, Samo, Sant’Agata del Bianco e Staiti, ha beneficiato di un finanziamento di 4 milioni e 500 mila euro per la realizzazione delle opere necessarie al completamento, ottimizzazione e alla gestione dello schema consortile che fa capo a Bianco, possa concludersi, il servizio ordinario di manutenzione dell’impianto ( dopo la chiusura del contratto con acquereggine) è stato svolto dalla società Gima sino al 27 agosto.
Ora In assenza di una ditta che possa espletare il servizio e in attesa che i lavori di ottimizzazione dell’impianto possano finalmente iniziare, il comune ha inteso programmare un bando di gare al fine di garantire almeno il servizio ordinario di manutenzione e monitoraggio dell’impianto e delle stazioni di sollevamento del consorzio.
Il finanziamento sbloccato dal Cipe e stanziati dalla regione Calabria, costituiscono un importante salvagente per l’area sud della Locride, almeno sui questo specifico argomento. Le carenza strutturali che inficiano l’intero sistema si susseguono fin dal’inizio della sua messa in funzione, sono ad esempio la rottura delle tubazioni in vari punti del tracciato, la quale si verifica sostanzialmente a seguito di una sbagliata progettazione ed esecuzione, la mancanza di valvole di sfiato, o una pendenza costante o il sottodimensionamento delle tubazioni utilizzate per la realizzazione. Quindi è da considerare che tra i motivi che hanno spinto questa nuova ondata di denaro in favore del consorzio, non vi è altro che il tentativo di superare le procedure comunitarie d’infrazione alle quali i comuni facenti parte dell’agglomerato di Bianco andranno in contro qualora entro il primo gennaio del 2016 il sistema depurativo non sarà portato al livello tre di depurazione delle acque. Solo nel mese di agosto sono giunte presso l’ufficio tecnico del comune di Bianco le linee guida di progettazione e questo solo dopo una prima fase lenta e farraginosa.
Il secondo step sarebbe in atto con la comunicazione dagli uffici del comune secondo cui che sarebbero in corso presso la Suap di Reggio Calabria le procedure conclusive con l’individuazione di tre ditte idonee allo svolgimento del servizio. Gli interventi tampone che negli anni hanno interessato l’impianto di depurazione, non hanno condotto a molto e anche se a detta di qualche esperto la somma stanziata non sarà sufficiente a coprire le deficienze dell’area, la speranza e che questi 4 milioni e mezzo siano almeno utilizzati con oculatezza.

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