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BOVALINO Nuova Calabria scrive alla Garante dei Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza

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R. & P.

Egregia Dottoressa,

abbiamo letto con interesse la relazione nella quale sono descritte le azioni realizzate durante la Sua attività di Garante dei Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza del Comune di Bovalino nel corso dell’anno appena trascorso.

Motivi personali e di salute purtroppo non ci hanno consentito di essere presenti all’ultimo Consiglio comunale, di esprimere in quell’occasione il nostro pensiero e di consegnare a Lei le nostre riflessioni e proposte.

Lo facciamo comunque attraverso questo documento pubblico, perchè è nostro dovere esprimerci rispetto al lavoro presentato, facendo però una dovuta e necessaria precisazione in relazione alla premessa che ha accompagnato la Sua presentazione in aula.

Ascoltando il suo intervento non abbiamo potuto fare a meno di cogliere in premessa il passaggio nel quale precisa che “….durante la sua azione ha lavorato con grinta e convinzione…per garantire i diritti di chi non ha voce…perché è un bisogno e non un capriccio o una pretesa…per fare ciò serve tanto, tanto dialogo e proprio questo ha contraddistinto il rapporto con l’esecutivo comunale, sindaco e giunta, e questo non significa commistione di ruoli o rivestire un ruolo politico…”.

Termina la sua premessa precisando che per questi motivi, la figura del Garante deve essere difesa e non attaccata.

Desideriamo ricordarLe ancora una volta quanto la figura delle Garanti sia stata ritenuta di enorme importanza da Nuova Calabria e quanto abbiamo fortemente voluto che il nostro Comune si dotasse di queste importanti figure, chiedendo che venisse portato in Consiglio il Regolamento che avevamo proposto.

Parliamo proprio di quel Regolamento che Lei cita e che ben conosciamo, avendo lavorato sia alla stesura della bozza che all’elaborazione finale in Commissione.

Ecco perché, prima di proseguire con le nostre considerazioni sulla relazione, facciamo una piccolissima ma necessaria precisazione, proprio per sgombrare il campo da “letture” poco aderenti al nostro pensiero, ascoltate nostro malgrado nella Sua premessa, avendo ampiamente interloquito con Lei su questi aspetti.

Il Regolamento indica perfettamente il ruolo del Garante che deve essere indipendente, autonomo e sganciato dall’organismo politico.

Nell’esercizio delle proprie funzioni il Garante gode della piena indipendenza e non è sottoposto a forme di subordinazione gerarchica, proprio per essere tutelato da vincoli con l’Amministrazione con cui si interfaccia.

Il Garante per i Diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, oltre ad essere coerente con le disposizioni della Convenzione ONU, ha infatti come compito quello di modificare i comportamenti dei numerosi attori in gioco, sia a livello istituzionale che sociale, promuovendo un maggior orientamento alla lettura dei bisogni e alla promozione dei diritti dei minori, secondo i principi dell’ascolto, del superiore interesse del fanciullo e della non discriminazione.

Altra cosa è invece la collaborazione con le realtà associative e istituzionali, di cui Lei parla nella sua premessa e a cui il Regolamento fa riferimento, per lavorare alla diffusione di una cultura che presti sempre più attenzione ai minori, per dare loro voce, renderli consapevoli dei propri diritti e parte attiva della cittadinanza, ovvero per diventare veri protagonisti di loro stessi.

Naturalmente i dati del lavoro del Garante si dovranno tradurre in “linee guida”, indicazioni, contributi da fornire all’organismo politico per orientarne le scelte di programmazione, sui temi dedicati alla popolazione minorile.

Lei invece è andata oltre e non ha mancato occasione, quando la discussione era squisitamente politica e il Garante non era chiamato in causa rispetto all’attività svolta, di intervenire direttamente con intromissioni a nostro avviso inopportune, assumendo un ruolo assimilabile ad un “consulente ” politico di sindaco e giunta, quindi molto meno indipendente, visto che si trattava di decisioni che riguardavano solo il livello politico.

Ci dispiace che ricordare a quale compito è stata chiamata dal Consiglio comunale abbia provocato la Sua reazione, portandola a definire tutto ciò “attacchi” piuttosto che “precisazioni” sul Suo ruolo.

Fatta questa necessaria precisazione passiamo alle nostre considerazioni:

Il Suo lavoro ha riguardato molti temi e sono state realizzate azioni e iniziative, ma ancora molto si deve fare per conoscere la realtà dei minori nel nostro territorio, sia da un punto di vista statistico sia attraverso la mappatura dei bisogni, con l’obiettivo di intercettare mutamenti e contingenze tali da indirizzare in modo efficace e mirato decisioni e interventi.

Come ben sa i bisogni mutano sempre più rapidamente e i bambini e gli adolescenti sono altamente sensibili alle sollecitazioni provenienti dall’ambiente, sperimentando nuove forme di disagio che gli adulti stentano a individuare o riconoscono in ritardo.

Un monitoraggio incompleto dei fenomeni e della loro evoluzione non aiutano l’elaborazione di risposte adeguate e tempestive.

Riteniamo allora che tra le azioni prioritarie debba trovare spazio la mappatura dei bisogni della popolazione minorile del nostro territorio, da programmare di concerto con l’Ufficio Politiche Sociali del Comune di Bovalino.

Siamo convinti che prima di progettare un intervento occorre sviluppare un’adeguata conoscenza della natura del problema sul quale si vuole agire, pena lo scollegamento del servizio offerto dalle reali esigenze della popolazione.

Ecco perché siamo convinti che l’analisi dei bisogni è lo strumento in grado di aiutare nella corretta identificazione delle necessità su cui è prioritario intervenire, per ridurre e/o contenere le situazioni di disagio.

E’ l’indispensabile supporto di una programmazione/progettazione mirata degli interventi e contribuisce a delimitare e definire la domanda e, in prospettiva, a contenere il numero di quanti si trovano in uno stato di necessità o in una situazione di bisogno.

Abbiamo letto della “Linea amica Genitori”, utilissimo strumento da Lei individuato per sostenere i genitori in questo difficile momento segnato dalle restrizioni e dagli effetti della pandemia.

Sarebbe stato utile però, per gli scopi appena descritti, indicare ad esempio quante famiglie hanno chiesto l’intervento del Garante e le necessità segnalate, anche al fine di fornire indicazioni utili circa i bisogni emergenti da attenzionare.

Di questo non abbiamo trovato alcuna indicazione.

Siamo in fase di predisposizione di bilancio di previsione e questi indicatori segnalati dal Garante rivestono enorme importanza per strutturare proposte da inserire nel DUP che andrà in discussione. 

Non possiamo poi non fare un riferimento all’ambito scolastico, perchè nell’anno appena trascorso è stato tra quelli maggiormente attenzionati a causa dello stop forzato delle lezioni in presenza.

Un problema che ha investito tutti: ragazzi, scuola, famiglie, agenzie educative, compresa la politica che ha avuto il compito di mettere in atto tutte le strategie per rendere sicuro il rientro in classe degli studenti.

Le difficoltà e le lacune sono state tante, eppure su questo aspetto non abbiamo ritrovato nella relazione nessun passaggio rispetto alle azioni che come Garante ha intrapreso per assicurare che la ripresa delle lezioni si potesse svolgere in sicurezza, anche rispetto al notevole e grave ritardo nell’utilizzo dei fondi arrivati al Comune la scorsa estate per l’adeguamento delle scuole.

Anche in questo caso parliamo di infanzia e di diritti, quello dei bambini di poter fruire della scuola in piena sicurezza.

Avrà sicuramente fatto dei sopralluoghi nelle scuole del nostro Comune e avrà verificato come in diverse aule era impossibile tenere le finestre aperte a causa delle tapparelle non funzionanti.

L’emergenza sanitaria in corso richiedeva invece la necessità di frequenti ricambi di aria, come raccomandato dagli esperti.

Avrà notato gli spazi esterni di alcune scuole occupati da rifiuti ingombranti (anche in prossimità delle uscite di sicurezza), sfalci e potature che, oltre a deturpare il decoro delle strutture scolastiche, ne impedivano l’utilizzo. 

Abbiamo poi assistito all’inaugurazione della nuova sala mensa nel plesso di Borgo, alla quale anche Lei è stata presente.

Ma non abbiamo registrato nessun intervento da parte Sua per evidenziare che quella struttura non potrà essere utilizzata fino a quando anche tutti gli altri plessi scolastici del nostro Comune non saranno dotati di adeguati locali per la mensa, che non viene oramai garantita da diversi anni con tutte le conseguenze negative sulla programmazione delle attività didattiche.

Sempre in tema di diritti violati è accaduto che ad un bambino autistico nel nostro Comune sia stato negato il diritto fondamentale all’istruzione o, per l’esattezza, garantito per meno della metà, e quindi non garantito!

Per questo motivo il Tribunale ha ravvisato una condotta discriminatoria del Comune nei confronti del minore, privato appunto di un legittimo diritto.

Considerata la gravità di quanto accaduto, avremmo voluto trovare nella Sua relazione quali azioni da Garante ha inteso mettere in atto intervenendo su questa triste vicenda e quali azioni intende intraprendere affinchè anche in futuro venga sempre garantito, soprattutto a chi non ha voce, il diritto all’istruzione.

E invece, anche su questo tema, non abbiamo trovato nulla.

Sul nuovo Parco urbano, intitolato su Sua proposta ai “diritti dei bambini”, siamo intervenuti apprezzando l’iniziativa ma contestando all’Amministrazione la non accessibilità e fruibilità da parte delle persone disabili.

Contestazioni tra l’altro arrivate anche da autorevoli associazioni che si occupano di disabilità, come la dura la presa di posizione di Fisch Calabria.

Abbiamo segnalato poca attenzione alla fruizione del Parco da parte delle persone disabili, chiedendo non solo uno scivolo di accesso ma anche parcheggi riservati in prossimità, tuttora mancanti.

Su questo tema nella Sua relazione non abbiamo trovato traccia rispetto ad iniziative che ha inteso intraprendere a seguito delle suddette segnalazioni, perché il “Parco dei diritti” sia veramente inclusivo, tenendo conto dei diritti di tutti.

Elencare ciò che si è fatto è sicuramente importante, ma è altrettanto importante evidenziare con onestà intellettuale ciò che si sarebbe dovuto migliorare.

PROPOSTE

Segnaliamo di seguito, per la programmazione futura, la messa in atto di azioni conoscitive di alcuni temi, per rilevare lo stato di realizzazione dei diritti, evidenziarne barriere e ostacoli e segnalare eventuali situazioni di rischio:

POVERTÀ EDUCATIVA: occorre a nostro avviso lavorare nella comunità per raggiungere pari opportunità e benessere a partire dall’infanzia, individuando e contrastando nel territorio possibili forme di povertà educativa che possono incidere negativamente sulla crescita e sulla maturazione di adulti consapevoli e felici. Le comunità dimostrano a tratti difficoltà ad assumere pienamente le loro funzioni di educazione nei confronti delle nuove generazioni e i bambini e gli adolescenti appaiono limitati nella possibilità di conoscere, sperimentare, sviluppare motivazioni, autostima, fiducia nel futuro.

CITTÀ AMICA DEI BAMBINI E DELLE BAMBINE: riteniamo sia indispensabile approfondire la realtà locale attraverso dati precisi, operando nella prospettiva di una città sempre più amica dei bambini e delle bambine, dei ragazzi e delle ragazze. Le proposte dovranno migliorare gli obiettivi e i contenuti delle scelte che l’Amministrazione adotterà, per rendere Bovalino sempre più vivibile per i nostri ragazzi, partendo dalle loro necessità. Un lavoro che dovrebbe tradursi, come abbiamo già detto, in “linee guida”, indicazioni, contributi da fornire all’organismo politico per orientarne le scelte di programmazione sui temi dedicati alla popolazione minorile.

FENOMENO MIGRATORIO: il numero crescente di minori stranieri sul nostro territorio dovrebbe essere accompagnato da una mappatura dei bisogni dei bambini con background migratorio o appartenenti a minoranze culturali e religiose. L’inclusione contempla infatti il diritto a un’infanzia e adolescenza libere da discriminazioni, emarginazione e violenza di qualsiasi tipo per il proprio orientamento sessuale o identità di genere. Inoltre l’aumento dell’immigrazione presente a scuola ha trasformato il contesto scolastico in una quotidiana necessità di confronto con culture e valori diversi, per i quali sono richieste nuove capacità di integrazione e di socialità.

Concludiamo le nostre osservazioni, oltre che con il nostro contributo in termini di proposte, garantendo la più ampia collaborazione alla Sua azione di promozione delle azioni necessarie per garantire il rispetto dei diritti e per affermare la necessità di prendersi cura con grande attenzione di tutti i minori.

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