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BOVALINO La tutela dei minori e dei disabili passa anche dal web

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di Adelina B. Scorda

BOVALINO – “Limitare quanto più possibile la diffusione di immagini di minori e soggetti deboli seguendo le prescrizioni della normativa vigente in materia”, questo lo scopo del protocollo d’intesa tra il comune di Bovalino, l’ufficio dei Garanti per l’infanzia e la persona disabile e le associazioni presenti sull’intero territorio comunale.

Dopo uno stop durato quasi 5 mesi, nella giornata di ieri il progetto, nato da un desiderio di Francesca Racco Garante dell’infanzia, ha visto compiere il suo primo importante passo. Un atto sì formale, ma che spinge tutti gli attori che si occupano di minori e di diversamente abili a una maggiore informazione e attenzione alla tutela dell’immagine. «Ho fortemente voluto questo protocollo d’intesa – spiega Francesca Racco Garante Infanzia e adolescenza del comune di Bovalino- perché credo fermamente nella necessità che la tutela dei minori passi anche per la via del web, una via quanto mai reale.

Dobbiamo tutti insieme costruire quella consapevolezza necessaria, che oggi manca in molti adulti, e che sta alla base del motivo di una pericolosa e incontrollata diffusione di immagini di bambini e adolescenti». La diffusione di immagini sul web è divenuta una pratica diffusa, quasi normale, uno spazio virtuale ad altissima rapidità di condivisione che tuttavia, è erroneamente percepito come uno spazio privato e sicuro. Niente di più sbagliato, proprio perché la rete rappresenta quel palcoscenico pubblico dove le zone d’ombra sono sempre più vaste e dietro di esse si annidano fenomeni come la pedopornografia o l’adescamento online o peggio ancora la tecnica del deepfake.

Un percorso naturale, secondo il sindaco Vincenzo Maesano, che ha sottolineato l’importanza del protocollo «Con questo atto si pone l’accento e l’attenzione su un argomento dove ancora troppo spesso la disinformazione causa danni a volte irreparabili. È normale che ogni associazione, che lavora sul territorio per offrire ai nostri bambini opportunità di crescita e divertimento, voglia far vedere i proprii progressi, ma è necessario imparare ad usare degli accorgimenti e delle metodologie che tutelino, in primo luogo i più piccoli e più deboli. La firma di questo protocollo rappresenta un momento di crescita importante per Bovalino. Noi e le associazioni bovalinesi oggi ci impegniamo in un patto reciproco che mette in primo piano la tutela dei nostri bambini e di tutte le persone diversamente abili».

Il protocollo fortemente voluto dalla Garante per L’infanzia e l’Adolescenza Francesca Racco e totalmente appoggiato e condiviso dalla Garante per la Persona Disabile Maria Rita Canova, era stato presentato alle associazioni del comune il 3 marzo scorso, pochi giorni prima che l’Italia venisse chiusa in casa. Un progetto che ha dovuto attendere il ritorno alla normalità e che ha visto l’attiva partecipazione delle associazioni bovalinesi. A sposare l’iniziativa anche l’opposizione in particolare la Maria Alessandra Polimento che in seno all’ultimo consiglio comunale, in occasione della relazione semestrale del Garante dell’Infanzia, aveva espresso il proprio sostegno e soddisfazione sull’argomento: «Rimane un po’ d’amaro in bocca per non aver potuto fare di più. Il progetto fa onore alle Garanti del nostro Comune, figure di cui la minoranza ha sempre sottolineato l’importanza e ricoperte da due brave e capaci professioniste del nostro comprensorio. Tuttavia, credo sia importante lavorare tutti insieme soprattutto in progetti come questo, dove l’apporto soprattutto tecnico di figura specializzate sia un’opportunità da saper cogliere. Per questo e per il sostegno che abbiamo sempre dimostrato mi auguro che in futuro l’amministrazione ci coinvolga maggiormente».

A Firmare il protocollo l’Auser noi ci siamo , l’Unitalsi Bovalino, l’Associazione Per noi e dopo di noi, Associazione Fondazione Ciccio Marzano, le ludoteche Il Fantabosco, Giocolandia e l’Isola che non c’è, unitamente agli asili privati Giamburrasca e il Nuovo angolo azzurro. Ad aver firmato anche le associazioni sportive come il Centro sportivo New Fitness di Renata Galea, l’Accademia Musicale Abc, L’Asd l’Entertainment & Events…abc, il Bovalino calcio a 5, l’Asd Volley Bianco Bovalino, l’aAsd Cono basket Bovalino e ovviamente la Parrocchia San Nicola di Bari. «Sono davvero felice che molte Istituzioni e associazioni abbiamo accolto il nostro invito, scegliendo così di aiutarci nella missione di protezione della privacy di chi non è in grado di farlo da solo. Questa firma sancisce un impegno reciproco e vorrei che fosse l’inizio di una battaglia per la consapevolezza dei pericoli della rete e la tutela dei bambini sul web. Ogni volta che postiamo un’immagine – ha proseguito il Garante – ne perdiamo le tracce e questa può facilmente essere utilizzata da chiunque a proprio piacimento». Una tutela che deve essere garantita anche a chi non ha gli strumenti per comprendere la pericolosità di una foto postata sul web. «Il concetto di tutela – ha spiegato il Garante per la persona disabile Maria Rita Canova – è trasversale in quanto interessa fortemente i diversamente abili, questo perché il “consenso digitale” è strettamente legato al concetto di consapevolezza, a cui è stato dedicato l’articolo 4 del protocollo, e che purtroppo parlando di disabilità non sempre si acquisisce con a maggiore età l’età e, pertanto, si rende necessario ampliare tali misure di tutela e protezione anche all’età adulta. Nella diffusione delle immagini dei diversamente abili sul web, viene purtroppo anche lesa lo loro dignità di persone che deve essere tutelata e protetta, come e con maggior forza del diritto alla privacy di ogni persona». «Consapevolezza – ha spiegato l’assessore Filippo Musitano – è la parola chiave che deve spingere gli adulti a difendere l’immagine dei minori sul web. Appare una cosa lontana, ma purtroppo esistono siti, frequentati da pedofili, che recuperano dai social immagini dei bambini per poi rivenderle a male intenzionati. Bisogna pensarci ora e noi, grazie al lavoro encomiabile delle Garanti, ci stiamo pensando».

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