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Ardore, sindaco e assessori rinunciano a una parte dell’indennità per devolverla alla Caritas e ai servizi sociali

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di Gianluca Albanese
ARDORE – Evidentemente, gli amministratori comunali non sono tutti uguali. Sindaco e assessori della Giunta comunale di Ardore, infatti, hanno rinunciato a parte delle proprie indennità di funzione, per devolverla alla Caritas e al finanziamento di progetti inerenti i servizi sociali.
E’ quanto si evince dalla lettura della delibera di giunta numero 58 del 7 dicembre, nella quale è scritto che “Assessori e Sindaco rinunciano a parte delle indennità, in considerazione della particolare crisi economica che attraversa l’intero Paese e delle conseguenti difficili situazioni finanziarie degli enti locali falcidiati da continui tagli di erogazione di finanziamenti da parte dello Stato Centrale,
destinando le somme così risparmiate ad attività ed acquisti rientranti nelle politiche di carattere
sociale, scolastico, culturale e ludico-ricreative”.
In particolare, le quote maturate dallo scorso mese di luglio, verranno destinate prevalentemente all’acquisto di buoni pasto per i cittadini più bisognosi, la cui gestione sarà affidata, appunto, alla Caritas.
Il sindaco Giuseppe Grenci ha rinunciato a 1.000 euro al mese, il suo vice Giovanni Teotino a 200 euro mensili, l’assessore Maria Caserta a 80 euro al mese, il suo omologo Giovanni Lascala a 150 euro, così come l’altro assessore Rosita Muscatello.
Onore al merito.

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