di Patrizia Massara Di Nallo (foto fonte web)
Al termine dell’Anno Santo ordinario, attraverso una comunicazione ai Ministri Generali della Conferenza della Famiglia Francescana, il Santo Padre Leone XIV ha indetto un altro tempo giubilare dedicato a San Francesco D’Assisi, come è stato specificatamente indicato dal decreto della Penitenzieria Apostolica. Nei seguenti lettera e decreto, proprio in occasione della celebrazione dell’ottavo centenario del transito del Santo,ci è offerta la possibilità di un ulteriore periodo di cammino spirituale segnato dal dono dell’Indulgenza plenaria. Papa Leone XIV ha stabilito,quindi, che dal 10 gennaio 2026 (chiusura del Giubileo Ordinario) fino al 10 gennaio 2027 ci sarà uno speciale “Anno di San Francesco”, in occasione del quale concede l’Indulgenza plenaria, alle consuete condizioni, a tutti i fedeli che visiteranno in forma di pellegrinaggio qualsiasi chiesa conventuale francescana, o luogo di culto in ogni parte del mondo intitolato a San Francesco o ad esso collegato.
Lettera del Santo Padre Leone XIV ai Ministri Generali della Conferenza della Famiglia Francescana in occasione dell’apertura dell’ VIII Centenario della morte di San Francesco d’Assisi, 10.01.2026. Ai Ministri Generali della Conferenza della Famiglia Francescana. « Nostra sorella morte», esclamava San Francesco il 3 ottobre 1226 alla Porziuncola, mentre le andava incontro come un uomo finalmente pacificato. Sono trascorsi otto secoli dalla morte del Poverello d’Assisi che ha scritto a caratteri incisivi la parola di salvezza di Cristo nei cuori degli uomini del suo tempo. Nel ricordare la significativa ricorrenza dell’VIII Centenario del suo Transito, desidero unirmi spiritualmente all’intera Famiglia Francescana e a quanti prenderanno parte alle manifestazioni commemorative, auspicando che il messaggio di pace possa trovare eco profonda nell’oggi della Chiesa e della società. All’inizio della sua vita evangelica, aveva ascoltato una chiamata: «Il Signore mi rivelò che dicessimo questo saluto: “Il Signore ti dia pace”» Con queste parole essenziali, consegna ai suoi Frati e a ogni credente lo stupore interiore che il Vangelo aveva portato nella sua esistenza: la pace è la somma di tutti i beni di Dio, un dono che scende dall’Alto. Che illusione sarebbe pensare di costruirla con le sole forze umane! E tuttavia è un dono attivo, da accogliere e vivere ogni giorno. È lo stesso saluto che la sera di Pasqua il Signore risorto rivolge ai suoi discepoli, spaventati e chiusi nel cenacolo: «Pace a voi». Non è una formula di cortesia, ma l’annuncio certo della vittoria di Cristo sulla morte. Come la voce degli Angeli nella notte di Natale – «Gloria a Dio nel più alto dei cieli e sulla terra pace agli uomini che egli ama» – così la pace che il Padre Serafico annuncia è quella che Cristo stesso ha fatto risuonare fra cielo e terra. In quest’epoca, segnata da tante guerre che sembrano interminabili, da divisioni interiori e sociali che creano sfiducia e paura, egli continua a parlare. Non perché offra soluzioni tecniche, ma perché la sua vita indica la sorgente autentica della pace. La visione francescana della pace non si limita alle relazioni tra gli esseri umani, ma abbraccia l’intero creato. Francesco, che chiama il sole «fratello» e la luna «sorella», che riconosce in ogni creatura un riflesso della bellezza divina, ci ricorda che la pace deve estendersi a tutta la famiglia del Creato. Tale intuizione risuona con particolare urgenza nel nostro tempo, quando la casa comune è minacciata e geme sotto lo sfruttamento. La pace con Dio, la pace tra gli uomini e con il Creato sono dimensioni inseparabili di un’unica chiamata alla riconciliazione universale. Cari fratelli, possa l’esempio e l’eredità spirituale di questo Santo, forte nella fede, fermo nella speranza e ardente nella carità operosa verso il prossimo, suscitare in tutti l’importanza di confidare nel Signore, di spendersi in una esistenza fedele al Vangelo, di accettare e illuminare con la fede e con la preghiera ogni circostanza e azione della vita. In questo Anno di grazia, desidero consegnarvi una preghiera affinché San Francesco d’Assisi continui a infondere in tutti noi la perfetta letizia e la concordia: “ San Francesco, fratello nostro, tu che ottocento anni or sono andavi incontro a sorella morte come un uomo pacificato,intercedi per noi presso il Signore. Tu nel Crocifisso di San Damiano hai riconosciuto la pace vera,insegnaci a cercare in Lui la sorgente di ogni riconciliazione che abbatte ogni muro. Tu che, disarmato, hai attraversato le linee di guerra e di incomprensione, donaci il coraggio di costruire ponti dove il mondo erige confini, In questo tempo afflitto da conflitti e divisioni,intercedi perché diventiamo operatori di pace: testimoni disarmati e disarmanti della pace che viene da Cristo. Amen ”. Con tali sentimenti, esprimo fervidi voti di bene specialmente per tutti voi che seguite il carisma del Poverello d’Assisi e per quanti ne ricorderanno in diversi modi la ricorrenza del dies natalis, mentre di cuore invio la desiderata Benedizione Apostolica.
Decreto della Penitenzieria Apostolica in occasione dell’ottavo centenario della morte di San Francesco D’Assisi, mediante il quale si indice uno speciale anno giubilare con annesse Indulgenze plenarie, 16.01.2026″Custodite la memoria del padre e fratello nostro Francesco, a lode e gloria di Colui che lo ha reso grande tra gli uomini e lo ha glorificato tra gli angeli. Pregate per lui, come egli stesso ci ha chiesto prima di morire, e pregate lui, perché Dio renda anche noi partecipi con lui della sua santa grazia”.Mentre sono ancora attuali ed efficaci i frutti di grazia del Giubileo Ordinario dell’anno 2025 appena conclusosi, nel quale siamo stati tutti spronati a renderci pellegrini di questa speranza che non delude (Cfr. Rm 5,5), ecco aggiungersi a esso quale ideale prosecuzione una nuova occasione di giubilo e di santificazione: l’ottavo centenario del felice transito di San Francesco d’Assisi dalla vita terrena alla patria celeste (3 ottobre 1226).In questi ultimi anni, altri importanti giubilei hanno riguardato la figura e le opere del Santo d’Assisi: l’ottavo centenario della creazione del primo Presepe a Greccio, della composizione del Cantico delle Creature, inno alla bellezza santa del creato e quello della impressione delle Sacre Stimmate, avvenuta sul Monte della Verna, quasi un nuovo Calvario, due anni prima della sua morte. Il 2026 segnerà il culmine e il compimento di tutti i precedenti festeggiamenti: esso sarà infatti Anno di San Francesco e tutti saremo chiamati a farci santi nella contemporaneità sull’esempio del Serafico Patriarca. Se è mirabilmente vero che “non esiste sotto il cielo altro nome dato agli uomini” (Cfr. At 4,12) all’infuori di Gesù Cristo, Redentore dell’umanità, è altrettanto straordinariamente vero che tra dodicesimo e tredicesimo secolo, in epoca di guerre cosiddette sante, rilassatezza di costumi, malinteso fervore religioso, “nacque al mondo un sole”]: Francesco, che, da figlio di un ricco mercante, si fece povero e umile, vero alter Christus in terra, fornendo al mondo tangibili esempi di vita evangelica e reale immagine di perfezione cristiana. Il nostro tempo non è molto dissimile da quello in cui visse Francesco, e proprio alla luce di questo, il suo insegnamento è forse oggi ancor più valido e comprensibile. Quando la carità cristiana langue, l’ignoranza dilaga come il malcostume e chi esalta la concordia tra i popoli lo fa più per egoismo che per sincero spirito cristiano; quando il virtuale prende il sopravvento sul reale, dissidi e violenze sociali fanno parte della quotidianità e la pace diventa ogni giorno più insicura e lontana, questo Anno di San Francesco sproni tutti noi, ciascuno secondo le proprie possibilità, ad imitare il poverello d’Assisi, a formarci per quanto possibile sul modello di Cristo, a non vanificare i propositi dell’Anno Santo appena trascorso: la speranza che ci ha visti pellegrini si trasformi ora in zelo e fervore di fattiva carità.”E in questo voglio conoscere se tu ami il Signore e ami me servo suo e tuo, se farai questo, e cioè: che non ci sia mai alcun frate al mondo, che abbia peccato quanto poteva peccare, il quale, dopo aver visto i tuoi occhi, se ne torni via senza il tuo perdono misericordioso, se egli lo chiede”.Con queste straordinarie parole, riportate nella nota Epistola ad quendam ministrum, San Francesco allo stesso tempo non solo dispensa consolazione e consigli a un anonimo confratello, ma soprattutto delinea e sottolinea il concetto fondamentale di misericordia, cui è indissolubilmente legato, quello di perdono e di indulgenza. Ed è proprio un perdono, il noto «Perdono d’Assisi» o «Indulgenza della Porziuncola», che Papa Onorio III per eccezionale privilegio concesse direttamente a Francesco per coloro che, confessati e comunicati, visitassero il 2 agosto un’antica chiesetta presso Assisi, eretta 800 anni prima su una “piccola porzione di terra” (da cui il nome Porziuncola).Con lo stesso generoso slancio e con la stessa gioia che il Santo, nel veder esaudita la sua preghiera da parte del Vicario di Cristo, irradiò sulla folla presente alla consacrazione della Porziuncola, nell’annunciare la grazia concessa, Sua Santità Papa Leone XIV, Ministro della nostra fede e della nostra gioia, stabilisce che, dal 10 gennaio 2026, in concomitanza con la chiusura del Giubileo Ordinario, fino al 10 gennaio 2027, sia indetto uno speciale Anno di San Francesco, in cui ogni fedele cristiano sull’esempio del Santo di Assisi si faccia egli stesso modello di santità di vita e testimone costante di pace. Per un più perfetto conseguimento delle finalità preposte, la Penitenzieria Apostolica, attraverso il presente Decreto emesso in conformità al volere del Sommo Pontefice, in occasione dell’Anno di San Francesco concede l’Indulgenza plenaria alle consuete condizioni (confessione sacramentale, comunione eucaristica e preghiera secondo le intenzioni del Santo Padre), applicabile anche in forma di suffragio per le anime del Purgatorio:1) ai membri:delle Famiglie Francescane del Primo, del Secondo e del Terz’Ordine Regolare e Secolare;- degli Istituti di vita consacrata, delle Società di vita apostolica e delle Associazioni pubbliche o private di fedeli, maschili e femminili, che osservino la Regola di San Francesco o siano ispirati alla sua spiritualità o in qualsiasi forma ne perpetuino il carisma;2) a tutti i fedeli indistintamente che, con l’animo distaccato dal peccato, parteciperanno all’Anno di San Francesco visitando in forma di pellegrinaggio qualsiasi chiesa conventuale francescana, o luogo di culto in ogni parte del mondo intitolato a San Francesco o ad esso collegato per qualsivoglia motivo, e lì seguiranno devotamente i riti giubilari o trascorreranno almeno un congruo periodo di tempo in pie meditazioni e innalzeranno a Dio preghiere affinché, sull’esempio di San Francesco, nei cuori scaturiscano sentimenti di carità cristiana verso il prossimo e autentici voti di concordia e pace tra i popoli, concludendo con il Padre Nostro, il Credo ed invocazioni alla Beata Vergine Maria, a San Francesco d’Assisi, a Santa Chiara e a tutti i Santi della Famiglia Francescana. Gli anziani, gli infermi e quanti se ne prendono cura e tutti coloro che per grave motivo siano impossibilitati a uscire di casa, potranno ugualmente conseguire l’Indulgenza Plenaria, premesso il distaccamento da qualsiasi peccato e l’intenzione di adempiere appena possibile le tre consuete condizioni, se si uniranno spiritualmente alle celebrazioni giubilari dell’Anno di San Francesco, offrendo a Dio Misericordioso le loro preghiere, i dolori o le sofferenze della propria vita. Affinché una tale opportunità di conseguire la grazia divina attraverso il Potere delle Chiavi della Chiesa si attui più facilmente, questa Penitenzieria con fermezza chiede a tutti i sacerdoti, regolari e secolari, muniti delle opportune facoltà, di rendersi disponibili, con spirito pronto, generoso e misericordioso, alla celebrazione del Sacramento della Riconciliazione. Il presente decreto è valido per l’Anno di San Francesco. Nonostante qualsiasi disposizione contraria. Dato in Roma, dalla sede della Penitenzieria Apostolica, il 10 gennaio 2026, vigilia della Festa del Battesimo del Signore. Angelo Card. De Donatis Penitenziere Maggiore













