di REA
Il problema dell’acqua non potabile non è solo un’emergenza locale, ma una questione che tocca da vicino anche la Capitale. A Roma, il sindaco Gualtieri ha prorogato l’ordinanza che vieta di bere l’acqua del rubinetto in alcune zone servite dall’acquedotto Malborghetto. Ma a Campagnano la situazione è ancora più grave. Denuncia Gabriella Caramanica, Segretario nazionale del partito politico REA.
I cittadini di Campagnano di Roma sono senza acqua potabile da oltre tre anni. Dopo l’ordinanza n. 81, emessa nell’agosto del 2022, che dichiarava la non potabilità dell’acqua a causa della presenza di arsenico, il Comune non ha più fornito aggiornamenti, comunicato revoche o proroghe. “L’amministrazione dimostra inefficienza e soprattutto non garantisce ai suoi cittadini un bene primario e un diritto inalienabile,” sottolinea Caramanica.
Ciò che doveva essere un atto “contingibile e urgente” è diventato un provvedimento a tempo indeterminato, senza che sia stata comunicata una data limite per ripristinare l’acqua potabile.
Questa situazione è inaccettabile e pericolosa. “Non si tratta più di un’emergenza,” prosegue il segretario nazionale REA, evidenziando che il Comune sta mettendo a rischio non solo la salute dei cittadini, ma anche quella degli animali e della fauna selvatica del territorio.
Pensiamo anche alle attività commerciali, come ristoranti e bar, che devono affrontare questo problema. Ci chiediamo come gestiscano tale situazione, dato che spesso i controlli non sono sufficienti a garantire la sicurezza igienico-sanitaria dei consumatori. Si tratta di un grave problema di salute pubblica.
Non c’è stata alcuna trasparenza né azioni concrete da parte della Giunta per trovare soluzioni che possano riportare alla normalità.
È ora che l’amministrazione comunale dia spiegazioni immediate e agisca concretamente per risolvere un problema che si protrae da troppo tempo. Conclude Caramanica.













