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Acero-Krupy, in appello riduzioni di pena e 10 assoluzioni. Esultano gli avvocati: fiducia nel sistema giudiziario

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di Antonella Scabellone

REGGIO CALABRIA- La Corte d’ Appello di Reggio Calabria, con dieci assoluzioni e importanti riduzioni di pena, ha ridimensionato l’impianto accusatorio del processo Acero-Krupi (filone abbreviato), scaturito da un’ operazione di Polizia che ha colpito,­­­ nell’anno 2015, le ramificazioni internazionali delle ‘ndrine del comprensorio Jonico reggino. L’operazione, coordinata dal Pm Antonio De Benardo, ritenuta dalla DDA  una tra le più importanti degli ultimi vent’anni, ha cercato di ricostruire i traffici illeciti delle cosche di ‘ndrangheta di Siderno e Gioiosa Ionica in Olanda, Nord Africa, Sud America e Canada. Ne è scaturito un processo dalla doppia faccia se è vero, come è vero, che in primo grado, nel luglio del 2017, il Gup del Tribunale di Reggio Calabria, Dott. Filippo Aragona, ha inflitto  37 condanne, alcune pesantissime, assolvendo un solo imputato; mentre, in appello, lo scorso 8 giugno, il collegio, presieduto dalla dott.ssa Moleti, (Consiglieri a latere,  Sapone e Adamo), ha rideterminato sensibilmente le pene, trasformato 10 condanne in assoluzioni e riqualificato diverse condotte, elidendo l’aggravante mafiosa contestata per alcuni reati ed escludendo il ruolo di vertice per alcuni degli imputati. Esultano gli avvocati, che da anni si battono per respingere le accuse a carico dei propri assistiti, alcuni dei quali, sottoposti a misure restrittive, hanno riacquistato la libertà.

“Non posso che esprimere grande soddisfazione, unitamente all’Avv. Antonio Speziale, in difesa del comune assistito Stefano Pizzato, – ha dichiarato l’avv. Carlo Bolognino. Il mio cliente, condannato in primo grado a 13 anni e 4 mesi di reclusione,  è stato assolto con la formula più ampiamente liberatoria, dopo essere stato, esposto, in illo tempore, alla gogna mediatica, senza alcun approfondimento da parte dei più e – sia consentito – senza alcuna sensibilità rispetto alle conseguenze devastanti che potevano derivare da giudizi frettolosi e approssimativi. Senza dubbio la posizione di Stefano Pizzato risulta emblematica del complessivo maggiore equilibrio dimostrato dalla I^ Sez. della Corte di Appello di Reggio Calabria, nell’affrontare un processo molto complesso ed articolato come quello scaturente dall’Operazione di Polizia Acero-Krupi, considerato, peraltro, un primo grado di giudizio culminato in una sentenza pressoché monca di risposte alla miriade di doglianze difensive allora espresse dai numerosi ed autorevoli difensori intervenuti e rimaste in larga misura disattese” 

Carlo Bolognino

Soddisfatto anche l’avvocato Giuseppe BELCASTRO del Foro di Roma, legale di fiducia, insieme all’avv. Sandro Furfaro, dei fratelli Vincenzo e Rocco Crupi.

Per il primo, caduto il ruolo di vertice, la pena è stata ridotta da 20 a 8 anni, mentre per  il secondo, che aveva riportato condanna a 14 anni in primo grado, sempre per il reato associativo, è intervenuta l’ assoluzione per non aver commesso il fatto. Anche per Antonio Crupi e Nicola Coluccio, che l’avv. Belcastro assisteva insieme ai colleghi Riccardo Errigo e Francesco Commisso, è arrivata l’assoluzione; mentre per Francesco Crupi la pena, per un reato minore, è stata ridotta da 6 a due anni.

Ed è un approdo di rilievo, come può comprendersi dal fatto stesso che l’operazione prendeva il nome proprio dai fratelli Crupi.

Giuseppe Belcastro

“La decisione dimostra che il nostro sistema giurisdizionale dispone degli anticorpi per rimediare a originalità interpretative e travisamenti dei risultati delle prove che possono condurre talvolta a gravissimi errori giudiziari- ha sottolineato l’avvocato Belcastro. Con soddisfazione, esprimiamo apprezzamento per l’equilibrio con cui la Corte reggina ha saputo organizzare e gestire un processo difficile, all’insegna del rispetto dei diritti di tutte le parti processuali. Questa sentenza restituisce ai nostri assistiti un po’ di quella serenità che le vicende giudiziarie di questi ultimi 5 anni sembravano aver portato via per sempre. C’è ancora qualcosa da chiarire, ma confidiamo che il giudizio di Cassazione potrà consentire anche quest’ultimo obiettivo”.

Nel dettaglio si registrano le seguenti riforme della Sentenza di primo grado.

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  1. Domenico Aquino, anni 8 e mesi 6 di reclusione (in primo grado anni 14 e mesi 8)
  2. Rocco Aquino, anni 13 e mesi 4 di reclusione( in primo grado 20 anni)
  3. Antonio Archinà,  anni 8 di reclusione (in primo grado 14 anni)
  4. Domenico Barranca, assolto per non aver commesso il fatto (in primo grado anni 14)
  5. Luciano Bellamina, assolto  (in primo grado anni 14)
  6. Carmelo Bruzzese, anni 10 di reclusione (in primo grado 20 anni)
  7. Francesco Cannizzaro,  anni 8, mesi 10 e giorni 20 di reclusione (in primo grado 17 anni 4 mesi).
  8. Giuseppe Coluccio, 20 anni, confermata la  pena inflitta in primo grado.
  9. Nicola Coluccio, assolto per non aver commesso il fatto (14 anni primo grado)
  10. Salvatore Coluccio,   anni 10, mesi 4 di reclusione (20 anni in primo grado)
  11. Antonio Commisso (cl. 56), anni 10, mesi 4 di reclusione (anni 20 in primo grado)
  12.  Francesco Commisso (cl. 56), anni 10 di reclusione (anni 20 in primo grado)
  13.  Maria Teresa Commisso, anni 2 di reclusione ed euro 4.000 di multa ( in primo grado a 3 anni 4 mesi)
  14.  Alfonso Condino, anni 11 di reclusione (in primo grado 16 anni)
  15. Antonio Crupi, assolto perchè il fatto non costituisce reato (in primo grado  6 anni)
  16.  Francesco Crupi, anni 2 di reclusione ed euro 2000 di multa ( anni 6 in primo grado)
  17. Giuseppe Crupi, anni 8 e mesi 6 di reclusione (in primo grado 15 anni e 4 mesi)
  18. Rocco Natale Crupi, assolto  perchè il fatto non costituisce reato (in primo grado 14 anni e 4 mesi)
  19. Vincenzo Crupi, anni 8 di reclusione (in primo grado 20 anni)
  20.  Massimo Dalla Valle, 8 anni di reclusione (in primo grado 16 anni 8 mesi)
  21. Federico Ercolani, anni 3 di reclusione (in primo grado 5 anni)
  22.  Angelo Figliomeni (cl. 62), anni 10 e mesi 6 di reclusione (in primo grado  20 anni)
  23. Cosimo Figliomeni (cl. 65) ), anni 10 e mesi 6 di reclusione (in primo grado  anni 20)
  24. Antonio Figliomeno, 14 , mesi 5 e giorni 10 di reclusione (in primo grado 20 anni)
  25. Giorgio Gullone, assolto per non aver commesso il fatto (anni 6 in primo grado)
  26.  Susanna Ieraci, anni 2 di reclusione (3 anni e 4 mesi in primo grado)
  27. Michele Mazza, anni 6 e mesi 8 di reclusione (in primo grado 13 anni 4 mesi)
  28. Stefano Pizzato, assolto per non aver commesso il fatto (condannato in primo grado alla pena di anni 13 e  mesi 4)
  29. Domenico Ruso (cl. 45)  assolto per non aver commesso il fatto (in primo grado  anni 20)
  30. Michele Sorbara, anni 5 e mesi 4 di reclusione ed euro 24.000 di multa ( 10 anni in primo grado)
  31. Antonio Stefano, condannato a 20 anni in primo grado, pena confermata
  32. Antonio Strangio (cl. 82), anni 2 e mesi 8 di reclusione euro 20.000 di multa (  5 anni in primo grado)
  33. Giuseppe Strangio (cl. 79), anni 2 e mesi 8 di reclusione ed euro 20.000 di multa ( anni 5 in primo grado)
  34. Christian Tassone, anni 2  di reclusione ( 5 anni in primo grado)
  35. Nicola Tassone, anni 10, mesi 10 e giorni 20 di reclusione (  20 anni in primo grado)
  36.  Francesco Tavernese, assolto per non aver commesso il fatto (14 anni in primo grado)
  37.  Marco Salvatore Tropeano assolto per non aver commesso il fatto (5 anni in primo grado)

La Corte ha dichiarato inammissibile la costituzione di parte civile del Comune di Marina di Gioiosa Jonica nei confronti di Aquino Rocco e ha fissato in giorni 90 il termine per il deposito delle motivazioni.

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