di Patrizia Massara Di Nallo (foto fonte web)
REGGIO CALABRIA – Si è tenuta domenica 25 gennaio alle ore 16, presso l’Auditorium dell’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della provincia di Reggio Calabria, la XI edizione del “Premio Ippocrate per il progresso scientifico e sociale”, un appuntamento ormai consolidato nel panorama culturale e scientifico del territorio.
Alla cerimonia erano presenti il Presidente dell’Ordine dei Medici di Reggio Calabria, dott. Pasquale Veneziano, e il Presidente del Premio Ippocrate, dott. Filippo Frattima, il Commissario Straordinario del GOM Tiziana Frittelli e il Consiglio dell’Ordine. Nel corso dell’evento sono stati conferiti i riconoscimenti ai seguenti premiati: Personaggio dell’Anno: Prof.ssa Antonella Polimeni – Per la Chirurgia: Prof. Michele Casella – Per la Medicina: Prof. Sebastiano Macheda – Per la Cultura e l’Arte: Dr. Antonio Nicolò – Per l’Impegno Sociale: ADSPEM – FIDAS Sezione di Reggio Calabria (Associazione Donatori di Sangue per il Paziente Emopatico) – Per i Giovani Medici: Dr. Alberto Polimeni – Per lo Sport: Squadra Calcio Medici di Reggio Calabria – Onorificenza Speciale: Dott.ssa Angela Alessandra Mirto.
La XI edizione del Premio Ippocrate si conferma così un appuntamento che unisce scienza e solidarietà premiando esempi di professionalità e dedizione quale deve essere la missione della medicina al servizio dell’uomo. E’ stato sottolineato come, nonostante le criticità della sanità calabrese , molti medici abbiano deciso di restare nella propria terra e l’importanza dell’istituzione di una Facoltà di Medicina a Reggio Calabria per il futuro del territorio.
Il Premio Ippocrate per il progresso scientifico e sociale, insignito della Medaglia d’argento della Presidenza della Repubblica e fondato dal Consiglio dell’Ordine nell’anno 2007, è rivolto a personalità del mondo della Medicina, della Ricerca, della Cultura e della Società Civile, che abbiano contribuito significativamente alla Pace e alla crescita della Nostra Terra con progetti e interventi rivolti a migliorare la qualità della vita, lo sviluppo della tecnologia, l’avanzamento del progresso scientifico e socio economico, elevando il tenore della propria attività e lasciando ampia traccia di sé, prodigandosi e distinguendosi particolarmente nel soccorso e nell’aiuto alle classi meno abbienti ed alle popolazioni vittime di calamità naturali, nonché nel controllo e nella prevenzione di attività lesive della pubblica salute, prodigandosi anche in missioni umanitarie sia in Italia che all’estero, contribuendo, ad ogni livello, alla sicurezza ed al benessere e delle popolazioni.
GIURAMENTO di IPPOCRATE: Giuro per Apollo medico e per Asclepio e per Igea e per Panacea e per tutti gli Dei e le Dee, chiamandoli a testimoni che adempirò secondo le mie forze e il mio giudizio questo giuramento e questo patto scritto. Terrò chi mi ha insegnato quest’arte in conto di genitore e dividerò con Lui i miei beni, e se avrà bisogno lo metterò a parte dei miei averi in cambio del debito contratto con Lui, e considererò i suoi figli come fratelli, e insegnerò loro quest’arte se vorranno apprenderla, senza richiedere compensi nè patti scritti. Metterò a parte dei precetti e degli insegnamenti orali e di tutto ciò che ho appreso i miei figli del mio maestro e i discepoli che avranno sottoscritto il patto e prestato il giuramento medico e nessun altro. Sceglierò il regime per il bene dei malati secondo le mie forze e il mio giudizio, e mi asterrò dal recar danno e offesa .Non somministerò a nessuno, neppure se richiesto, alcun farmaco mortale, e non prenderò mai un’iniziativa del genere; e neppure fornirò mai a una donna un mezzo per procurare l’aborto. Conserverò pia e pura la mia vita e la mia arte. Non opererò neppure chi soffre di mal della pietra, ma cederò il posto a chi è esperto di questa pratica. In tutte le case che visiterò entrerò per il bene dei malati, astenendomi ad ogni offesa e da ogni danno volontario, e soprattutto da atti sessuali sul corpo delle donne e degli uomini, sia liberi che schiavi .Tutto ciò ch’io vedrò e ascolterò nell’esercizio della mia professione, o anche al di fuori della professione nei miei contatti con gli uomini, e che non dev’essere riferito ad altri, lo tacerò considerando la cosa segreta. Se adempirò a questo giuramento e non lo tradirò, possa io godere dei frutti della vita e dell’arte, stimato in perpetuo da tutti gli uomini; se lo trasgredirò e spergiurerò, possa toccarmi tutto il contrario.













