di Gianluca Albanese
LOCRI – 21 anni senza Massimiliano Carbone sono tanti. Scorrono veloci e regolari come gocce che cadono dall’alto. Potrebbero scavare una roccia e invece alimentano un acquitrino tutt’altro che limpido. Acqua stagnante e torbida, maleodorante di silenzi e ipocrisia, di indifferenza e vecchia piccola borghesia. Una vicenda, quella legata al suo omicidio a colpi di arma da fuoco, perpetrato all’ora in cui le tenebre sono le più fedeli alleate di chi si nasconde, che non ha una verità giudiziaria.
Oggi, come allora, sua madre Liliana mantiene la testa alta e volge il proprio sguardo verso quel manifesto affisso davanti al cimitero che frequenta ogni mattina. Il volto di suo figlio è illuminato dal sole.
«Non è vero – esordisce – che il tempo che passa lenisca il dolore e la rabbia, anzi accumula pensieri che si confrontano con la realtà, che fanno male. “Nulla di lui è perduto” è una consapevolezza forte che coltivo, che si alimenta con l’affetto di tanti che mi sono vicini nel fare memoria, e non solo nei settembre che venti volte sono tornati, ognuno ancora impietoso di sole e di assenza».
Quest’anno non verrà celebrata la messa a Locri, come mai?«La messa, che per me non è mai stata una convenzione o una consuetudine ma un bisogno dell’anima, sarà celebrata in altri luoghi, sempre con intenzioni condivise di ricordo, e con preghiere per la quiete dei cuori e la pace dei popoli. Mercoledì 24 un anziano missionario sacerdote penitenziere in Sardegna, che mai mi ha lasciata sola nella mia sofferenza, celebrerà una messa di suffragio; e così don Ennio Stamile della Comunità di Sant’Antonio Abate a Cetraro. Non siamo soli, continua ad accompagnarci l’amore». E intanto, mancano ancora verità e giustizia…«Diceva san Massimiliano Kolbe che alcuni non cercano la verità perché hanno paura di trovarla. Mi torna in mente il proclama di un magistrato sussiegoso: “sono stati risolti i casi che hanno sollevato maggiore clamore sociale”! Mai ho provata alcuna piccola povera gelosia, ma perché si condanna all’irrilevanza l’82% degli omicidi irrisolti dalla Procura di Locri? Il dato percentuale era stato calcolato e divulgato all’epoca dal Presidente del Comitato Interprovinciale per il Diritto alla Sicurezza, il compianto Demetrio Costantino, mio fraterno Amico».
Nel caso specifico?«Penso a indagini insufficienti, che hanno trascurato elementi efficaci per configurare subito il movente, enorme e tardivamente acclarato. Oggi a Locri resta tanta curiosità pruriginosa e c’è invece poca riprovazione per un delitto che è ormai storia di Calabria, ma Massimiliano, tradito e spezzato a 30 anni, resta il primo e più autorevole testimone di una verità rimasta intatta e che per sempre umilierà l’onore dei tanti miserabili responsabili di violenza e di inettitudine. E della mia creatura Massimiliano ho un pensiero costante, sostegno alla mia vita oltre la sua: avrei voluto tenerlo con me per parlargli ancora di bellezza e di un dio buono, per esserne entrambi redenti».













