Sensation Calcio a 5, trionfo juniores

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Dodici vittorie, un pareggio ed una sola sconfitta, migliore attacco a livello regionale, spettacolo di gioco e di gol ad ogni prestazione per i giovani talenti gioiosani che si aggiudicano con 1 giornata d’anticipo la vittoria del “girone F” del campionato regionale Juniores Calcio a 5.

La passione e la dedizione dell’amatissimo Mister Ragona Raffaele che ha saputo dare forma ad un organico ricco di talentuosi ragazzi under 20 con tanto sacrificio e duro lavoro tecnico e tattico sin dallo scorso mese di settembre fino alla meritatissima e schiacciante vittoria finale. Ben 6 di loro parteciperanno alle selezioni per la rappresentativa regionale con l’augurio di rappresentare al meglio il movimento del calcio a 5 biancorosso, nato a gioiosa nel 2009 e che dopo la scalata alla massima serie regionale “SerieC1” ed alla vittoria del premio disciplina 2012/13 aggiunge alla propria bacheca la vittoria più importante quella dei ragazzi.

Un settore giovanile sul quale la società punta molto come dimostra la nascita della squadra allievi che a breve si cimenterà per la prima volta nel campionato a loro dedicato, gestito dalla delegazione di Gioia Tauro, come unica squadra a rappresentare l’intera Locride.

Musolino Cosimo e Sainato Giuseppe a difendere la porta della squadra biancorossa ed a seguire l’elenco dei Campioni guidati dal giovane capitano Alì Daniele, Alì Simone, Circosta Federico, Cremona Enrico, Galluzzo Vincenzo, Giovenale Danilo, Oppedisano Francesco, Sergi Andrea e Vigliarolo Giuseppe.

Lo staff è composto da Ragona Raffaele (allenatore), Adrianò A.(aiuto allenatore), Macrì Ieraci Vincenzo (Dir. Tecnico), Angiò Matteo , Ierinò Francesco e Domenico Jervasi (Dirigenti Accompagnatori)

«Per noi è una soddisfazione enorme – dice il presidente della società Giuseppe Alì – faccio i complimenti all’allenatore per l’ottimo lavoro svolto e ai ragazzi per aver centrato un obiettivo storico per il nostro Club. Siamo piuttosto soddisfatti del cammino che stiamo facendo con tutto il settore giovanile, ma nel contempo siamo consapevoli di dover proseguire su questa strada e vogliosi di raggiungere i migliori risultati possibili in ciascun campionato delle varie categorie. I risultati finora raggiunti sono il frutto del duro lavoro condotto dalla dirigenza e dall’intero staff tecnico unitamente ai ragazzi, che dimostrano quotidianamente grande attaccamento alla maglia e senso di appartenenza ad un progetto socio-sportivo ambizioso come quello articolato dalla ASD Sensation C5 oltre che un immenso spirito di sacrificio, ingredienti fondamentali per il raggiungimento di traguardi importanti. Ora, però, non bisogna abbassare la guardia e continuare a lavorare con la medesima concentrazione. Un caloroso ringraziamento a tutti voi per la bella avventura vissuta insieme e un caloroso in bocca al lupo per la fase finale che vi vedrà impegnati contro la migliori squadre della Calabria».

L'angolo acuto

MARIA GRAZIA LAGANA' E IL BEL TACER CHE NON FU MAI SCRITTO

«Non bisogna cedere al populismo di chi dice che i dipendenti ospedalieri sono imboscati: tutti i lavoratori del nostro ospedale sono persone serie e corrette e che spesso si sobbarcano dei doppi turni pur di fare il proprio dovere».

E' uno stralcio dell'intervento alla manifestazione di protesta di amministratori, sindacati e addetti ai lavori a tutela dell'ospedale di Locri, di Maria Grazia Laganà, una condanna in primo grado a due anni di reclusione (con sospensione della pena) per tentata truffa ai danni dell'allora Asl di Locri, falso e abuso.

La stessa Maria Grazia Laganà che, come ricorda un articolo del 2012 a firma dell'ottimo Pasquale Violi sul "Quotidiano della Calabria", dal febbraio del 2011 all'ottobre del 2012, mentre era in aspettativa dal suo posto di dirigente medico dell'ospedale di Locri (perché eletta nel 2008 parlamentare della Repubblica nelle liste del Pd) percepì ugualmente - a sua insaputa ? - oltre 4mila euro al mese di stipendio, come se avesse lavorato all'ospedale. 

Massimo rispetto per i dipendenti ospedalieri onesti che, per fortuna, sono la maggioranza, ma mai come in questo caso..."Un bel tacer non fu mai scritto". 

DIRITTO DI REPLICA AI SENSI DELLA LEGGE SULLA STAMPA:

L’angolo acuto, mi si conceda una battuta, in questo caso si è rivelato… ottuso.
Mi chiedo infatti che bisogno ci sia di mettere in atto una sistematica opera di delegittimazione della mia persona, anche a fronte dell’impegno comune che la politica ha intrapreso a tutela di un diritto di tutti i cittadini, quello alla salute, e di un bene collettivo come l’ospedale di Locri.
Delegittimazione che peraltro non ha sortito alcun effetto, dal momento che sono ben felice che i nostri concittadini hanno apprezzato la posizione che ho assunto sull’ospedale.
Se questa volta ho deciso di rispondere, è per ripristinare la verità sostanziale delle cose che un giornalista non può non conoscere: professionalmente e deontologicamente lo considero grave.
Per quanto riguarda la mia condanna in primo grado, mi sono difesa nel processo e non dal processo e pur rispettando la Magistratura e la sentenza, rivendico la mia innocenza e questo mi consente di camminare a pesta alta.
Voglio ricordare ai supercampioni dell’etica parolaia che io, un minuto dopo la mia condanna, ho deciso da sola di fare un passo indietro pur non rientrando nell’ambito di applicazione della legge Severino che all’epoca neanche esisteva.
Peraltro, non credo che questa vicenda possa impedirmi di esprimere una mia opinione sull’ospedale. Fino a prova del contrario, anche io sono una cittadina di questo Paese e anche io ho diritto a manifestare liberamente il mio pensiero, così come stabilisce la Costituzione. Oppure i diritti costituzionali esistono per alcuni e per altri no? E, ancora, si è garantisti con gli amici e giustizialisti con i “nemici”?
Mi chiedo come mai il giornalista che ha scritto l’articolo abbia riportato tante imprecisioni: francamente spero solo si tratti di disinformazione (e questo già ritengo sia grave per chi esercita tale professione) e non di malafede. A meno che non ci sia stata l'ispirazione di terze persone, di suggeritori occulti che però alla fine non ne rispondono né in sede penale, né in sede civile.
E’ notorio che sia stata io a segnalare l’anomalia del versamento dello stipendio dell’Asp durante il mio mandato parlamentare, nonostante la mia tempestiva richiesta di aspettativa; è altrettanto notorio che abbia restituito le somme erroneamente versate; e infine, la somma in questione è inferiore a quella indicata dal giornalista, evidentemente disinformato.
In tutti questi anni ho subito attacchi e aggressioni mediatiche gratuite. Ho taciuto per rispetto delle Istituzioni e della magistratura. Ma non posso accettare di essere insultata sine die e di subire ingiuste lesioni della mia onorabilità. È per questo che stavolta ho deciso di chiedere una rettifica, che sarà la prima e l’ultima, perché in futuro un confronto di questo tipo avverrà solo nelle sedi competenti. Per quanto mi riguarda, è una certezza.
Maria Grazia Laganà Fortugno

Fin qui la lettera dell'ex parlamentare Maria Grazia Laganà che abbiamo pubblicato integralmente. Ovviamente, la nostra storia personale e la nostra condotta quotidiana possono bastare a tranquillizzarla: non ci sono "terzi" che avrebbero "ispirato" la nostra nota pubblicata ieri, e chi ha la bontà di leggerci ogni giorno sa che di fronte ai fatti non guardiamo in faccia nessuno, e non esistono amici e nemici. Perché i fatti sono ostinati e quelli che mancavano nel nostro articolo sono stati riportati nella lettera della signora Laganà che, lo ripetiamo, abbiamo pubblicato integralmente. Siamo giornalisti, non ghost-writer e, quando e se sbagliamo, non sbagliamo mai in conto terzi.

Stentiamo, infine, a intravedere, nel nostro articolo qualsivoglia intento e o contenuto offensivo nei confronti della signora Laganà. Semmai, esso trae linfa dall'articolo 21 di quella Costituzione Italiana più volte richiamata nella sua lunga replica. (Gianluca Albanese)