Gerace, il Comune aderisce alla campagna di Caterpillar "M'illumino di meno"

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DAL COMUNE DI GERACE RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO LA SEGUENTE NOTA STAMPA:

Anche quest’anno Gerace aderisce a “M’illumino di Meno”, la celebre campagna radiofonica sul risparmio energetico lanciata da “Caterpillar” (Radio2), giunta ormai alla sua nona edizione.

L’idea alla base di “M’illumino di meno” è quella di concentrare in un’intera giornata – quest’anno individuata in quella di domani, venerdì 15 febbraio – il maggior numero di azioni virtuose di razionalizzazione dei consumi, sperimentando e promuovendo le buone pratiche di riduzione degli sprechi, produzione di energia pulita, mobilità sostenibile e riduzione dei rifiuti. Nello specifico il Comune di Gerace ha aderito alla campagna – dopo il proprio “esordio” dello scorso anno – con alcune semplici ma importanti iniziative: per cominciare, il Sindaco di Gerace, Giuseppe Varacalli, invierà una lettera aperta alle scuole del territorio comunale per spiegare agli studenti l’importanza dell’adesione della loro città e, soprattutto, quella del rendersi portavoce delle azioni virtuose presso le rispettive famiglie, insieme alle quali divenire attori di quanti più comportamenti virtuosi possibili. «Sono convinto – ha detto Varacalli – che i geracesi si riveleranno ancora una volta sensibili all’iniziativa e soprattutto all’adozione di pratiche volte ad un consumo sostenibile ed alla riduzione degli sprechi energetici: quello di domani rappresenta un altro piccolo passo lungo il percorso che l’Amministrazione Comunale – con l’indispensabile adesione della cittadinanza – intende proseguire anche in futuro in tema di tutela dell’ambiente e di razionalizzazione delle risorse e dei consumi». In secondo luogo, nella serata di domani il 50% dell’illuminazione pubblica dell’intero territorio comunale rimarrà spenta, come segno dell’impegno volto al risparmio energetico che, oggi più che mai, si rende impellente per tutti, istituzioni e cittadini. Inoltre, tutti i cittadini geracesi – e in particolare i gestori di attività commerciali – sono invitati ad illuminare almeno una stanza della propria abitazione o la vetrina del loro negozio con l’ausilio di una o più candele, la cui luce sia visibile dall’esterno, dalle ore 18 alle ore 19 di domani… e, magari, anche oltre! Il decalogo ufficiale di “M’illumino di Meno” – dall’esemplificativo sottotitolo di “Buone abitudini per la giornata del 15 febbraio 2013 (e anche dopo!)” – così si compone:

  1. spegnere le luci quando non servono;
  2. spegnere e non lasciare in stand by gli apparecchi elettronici;
  3. sbrinare frequentemente il frigorifero e tenere la serpentina pulita e distanziata dal muro in modo che possa circolare l’aria;
  4. mettere il coperchio sulle pentole quando si bolle l’acqua ed evitare sempre che la fiamma sia più ampia del fondo della pentola;
  5. se si ha troppo caldo, abbassare i termosifoni invece di aprire le finestre;
  6. ridurre gli spifferi degli infissi riempiendoli di materiale che non lascia passare aria
  7. utilizzare le tende per creare intercapedini davanti ai vetri, gli infissi, le porte esterne;
  8. non lasciare tende chiuse davanti ai termosifoni;
  9. inserire apposite pellicole isolanti e riflettenti tra i muri esterni e i termosifoni;
  10. utilizzare l’automobile il meno possibile e, se necessario, condividerla con chi fa lo stesso tragitto.

L'angolo acuto

MARIA GRAZIA LAGANA' E IL BEL TACER CHE NON FU MAI SCRITTO

«Non bisogna cedere al populismo di chi dice che i dipendenti ospedalieri sono imboscati: tutti i lavoratori del nostro ospedale sono persone serie e corrette e che spesso si sobbarcano dei doppi turni pur di fare il proprio dovere».

E' uno stralcio dell'intervento alla manifestazione di protesta di amministratori, sindacati e addetti ai lavori a tutela dell'ospedale di Locri, di Maria Grazia Laganà, una condanna in primo grado a due anni di reclusione (con sospensione della pena) per tentata truffa ai danni dell'allora Asl di Locri, falso e abuso.

La stessa Maria Grazia Laganà che, come ricorda un articolo del 2012 a firma dell'ottimo Pasquale Violi sul "Quotidiano della Calabria", dal febbraio del 2011 all'ottobre del 2012, mentre era in aspettativa dal suo posto di dirigente medico dell'ospedale di Locri (perché eletta nel 2008 parlamentare della Repubblica nelle liste del Pd) percepì ugualmente - a sua insaputa ? - oltre 4mila euro al mese di stipendio, come se avesse lavorato all'ospedale. 

Massimo rispetto per i dipendenti ospedalieri onesti che, per fortuna, sono la maggioranza, ma mai come in questo caso..."Un bel tacer non fu mai scritto". 

DIRITTO DI REPLICA AI SENSI DELLA LEGGE SULLA STAMPA:

L’angolo acuto, mi si conceda una battuta, in questo caso si è rivelato… ottuso.
Mi chiedo infatti che bisogno ci sia di mettere in atto una sistematica opera di delegittimazione della mia persona, anche a fronte dell’impegno comune che la politica ha intrapreso a tutela di un diritto di tutti i cittadini, quello alla salute, e di un bene collettivo come l’ospedale di Locri.
Delegittimazione che peraltro non ha sortito alcun effetto, dal momento che sono ben felice che i nostri concittadini hanno apprezzato la posizione che ho assunto sull’ospedale.
Se questa volta ho deciso di rispondere, è per ripristinare la verità sostanziale delle cose che un giornalista non può non conoscere: professionalmente e deontologicamente lo considero grave.
Per quanto riguarda la mia condanna in primo grado, mi sono difesa nel processo e non dal processo e pur rispettando la Magistratura e la sentenza, rivendico la mia innocenza e questo mi consente di camminare a pesta alta.
Voglio ricordare ai supercampioni dell’etica parolaia che io, un minuto dopo la mia condanna, ho deciso da sola di fare un passo indietro pur non rientrando nell’ambito di applicazione della legge Severino che all’epoca neanche esisteva.
Peraltro, non credo che questa vicenda possa impedirmi di esprimere una mia opinione sull’ospedale. Fino a prova del contrario, anche io sono una cittadina di questo Paese e anche io ho diritto a manifestare liberamente il mio pensiero, così come stabilisce la Costituzione. Oppure i diritti costituzionali esistono per alcuni e per altri no? E, ancora, si è garantisti con gli amici e giustizialisti con i “nemici”?
Mi chiedo come mai il giornalista che ha scritto l’articolo abbia riportato tante imprecisioni: francamente spero solo si tratti di disinformazione (e questo già ritengo sia grave per chi esercita tale professione) e non di malafede. A meno che non ci sia stata l'ispirazione di terze persone, di suggeritori occulti che però alla fine non ne rispondono né in sede penale, né in sede civile.
E’ notorio che sia stata io a segnalare l’anomalia del versamento dello stipendio dell’Asp durante il mio mandato parlamentare, nonostante la mia tempestiva richiesta di aspettativa; è altrettanto notorio che abbia restituito le somme erroneamente versate; e infine, la somma in questione è inferiore a quella indicata dal giornalista, evidentemente disinformato.
In tutti questi anni ho subito attacchi e aggressioni mediatiche gratuite. Ho taciuto per rispetto delle Istituzioni e della magistratura. Ma non posso accettare di essere insultata sine die e di subire ingiuste lesioni della mia onorabilità. È per questo che stavolta ho deciso di chiedere una rettifica, che sarà la prima e l’ultima, perché in futuro un confronto di questo tipo avverrà solo nelle sedi competenti. Per quanto mi riguarda, è una certezza.
Maria Grazia Laganà Fortugno

Fin qui la lettera dell'ex parlamentare Maria Grazia Laganà che abbiamo pubblicato integralmente. Ovviamente, la nostra storia personale e la nostra condotta quotidiana possono bastare a tranquillizzarla: non ci sono "terzi" che avrebbero "ispirato" la nostra nota pubblicata ieri, e chi ha la bontà di leggerci ogni giorno sa che di fronte ai fatti non guardiamo in faccia nessuno, e non esistono amici e nemici. Perché i fatti sono ostinati e quelli che mancavano nel nostro articolo sono stati riportati nella lettera della signora Laganà che, lo ripetiamo, abbiamo pubblicato integralmente. Siamo giornalisti, non ghost-writer e, quando e se sbagliamo, non sbagliamo mai in conto terzi.

Stentiamo, infine, a intravedere, nel nostro articolo qualsivoglia intento e o contenuto offensivo nei confronti della signora Laganà. Semmai, esso trae linfa dall'articolo 21 di quella Costituzione Italiana più volte richiamata nella sua lunga replica. (Gianluca Albanese)