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“Viola”, buona la prima di Filomena Drago. Una storia autentica tra fiaba e realtà

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di Antonella Scabellone

SIDERNO- Una sala gremita ha accolto la dottoressa Filomena Drago, al suo esordio letterario con il libro “Viola” (Calabria Letteraria Editrice-Rubettino), domenica 20 marzo all’Hotel President di Siderno.

La psicologa e psicoterapeuta, già responsabile dell’unità consultoriale dell’ex ASL n.9 di Locri, da quasi quarant’anni in attività di prevenzione e cura con famiglie, adolescenti, bambini e donne in difficoltà, introdotta da Alessia Barbiero, ha presentato il suo primo romanzo, nato da una vicenda reale trasfigurata in un racconto dai contorni fiabeschi, ma dal significato profondamente drammatico.

Il titolo del libro è gia molto eloquente perché Viola, come ha spiegato l’autrice, è la radice di violata, violenza, violentata. Ma è anche il nome di Franca Viola, una donna che negli anni 60 osò ribellarsi a un uomo che l’aveva rapita per costringerla a sposarlo.

“Viola” è la storia di una giovane donna calabrese, bella e selvaggia, che trascorre la propria vita tormentandosi nella continua ricerca della madre perduta. Un distacco, quello dalla madre, che avviene quando la protagonista ha solo pochi mesi di vita e che la condanna a vivere un’infanzia difficile, tra le cure distratte di un padre alcolizzato e quelle caritatevoli delle suore di una casa d’accoglienza. Un matrimonio infelice e una vita dissoluta completano il quadro di un’ esistenza tormentata, ma protesa disperatamente alla continua ricerca di una via d’uscita, che si materializza nell’esperienza della maternità. La splendida voce narrante di Manuela Cricelli ha scandito la serata facendo rivivere al pubblico le parti più significative del romanzo.

Viola, come ha spiegato la Drago nel dibattito che si è sviluppato con il pubblico, altri non è che una delle tante donne in difficoltà che la psicoterapeuta ha avuto in cura nella sua lunga carriera e che ha aiutato ad uscire dal tunnel. E la casa sul mare con le pareti color del sole, dove la protagonista arriva per caso imbattendosi in una donna misteriosa con cui inizia un percorso di recupero, rappresenta un servizio socio-sanitario pubblico un tempo molto efficiente, ma poi sparito nel nulla, luogo di accoglienza e punto di riferimento per tante Viola che hanno cercato, e trovato nello stesso, rifugio e speranza.

La serata, impreziosita dai dipinti di Marisa Catalano e dai disegni di Rachele Itala, è proseguita con un interessante dibattito in cui sono intervenute, tra gli altri, le collaboratrici della scrittrice: Rosalia Catalano, Natalia Agostini e Carmela Ripolo. E per concludere la dedica del libro letta da Manuela Cricelli: “A tutte le Viola che ho incontrato nella vita e che hanno saputo diventare attrici della propria rinascita”.

Il ricavato delle vendite del romanzo sarà devoluto alle cure di donne in difficoltà.

sala gremita

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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