Stazioni a Luci Rosse, a giudizio i presunti sfruttatori di prostitute. Una...

Stazioni a Luci Rosse, a giudizio i presunti sfruttatori di prostitute. Una vittima si costituisce parte civile

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di Antonella Scabellone

LOCRI- E’ iniziato davanti al Tribunale di Locri il processo scaturito dall’ inchiesta denominata “Stazioni a Luci Rosse” che nel mese di dicembre 2016 ha sgominato un proficuo giro di prostituzione tra Siderno, Locri e Bovalino.

L’udienza preliminare si è svolta lo scorso 9 maggio davanti al GUP, dottoressa Amelia Monteleone, che ha rinviato a giudizio gli imputati accusati, a vario titolo, e in concorso fra loro, di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione. Procedimento ordinario per Giovanni Macrì, 57 enne di Siderno, e per i due rumeni, un uomo e una donna, ritenuti a capo del sodalizio criminale e ad oggi latitanti. Ha chiesto invece di essere giudicato con rito abbreviato Francesco Oppedisano, 35 enne anche lui di Siderno.
Da segnalare, nel corso dell’udienza, la costituzione di parte civile effettuata dall’avvocato Caterina Origlia, legale di fiducia di una ragazza rumena coinvolta nel giro di prostituzione che, con la sua coraggiosa denuncia, ha fatto partire le indagini che si sono sviluppate tra giugno 2015 e settembre 2016; indagini che, dopo una iniziale richiesta di archiviazione della procura, a cui lo stesso Avvocato Origlia si era opposto, sono proseguite fino all’ arresto degli imputati. La ragazza rumena costituitasi parte civile, che in passato venne costretta anche ad abortire dai suoi aguzzini, oggi vive in una casa di accoglienza fuori distretto in regime di protezione sociale nell’ambito del progetto Eleutheria 2 dedicato alle vittime della tratta ex art 18 D.gvo 286/98.

L’attività d’indagine da cui è scaturito il processo, condotta dai Carabinieri della Stazione di Siderno, e coordinata dal Sostituto Procuratore – Dr.ssa Rosanna SGUEGLIA, ha avuto il fine di liberare dalla schiavitù tante giovani donne dell’est Europa, rumene, bulgare e moldave, arrivate sul territorio nazionale con false promesse di lavoro per poi essere costrette a prostituirsi nei pressi delle Stazioni ferroviarie di Siderno, Locri e Bovalino. A gestire il giro quattro persone, tutte individuate. In particolare, l’OPPEDISANO Francesco è accusato di aver fatto da  tramite tra i clienti e le donne mentre il MACRÌ Giovanni era pronto ad intervenire in caso di problemi tra le stesse ed i clienti, accompagnando talvolta le donne, con la propria autovettura, sul “posto di lavoro”.
I due rumeni latitanti, con violenze, percosse e minacce, schiavizzavano le donne e le  controllavano anche a distanza, dando disposizioni circa la controprestazione da richiedere per i rapporti sessuali. Erano loro, secondo gli inquirenti, che gestivano e percepivano i proventi del losco traffico.
Il processo proseguirà il 13 luglio 2017.

Immagini di repertorio tratte da http://ilpiccolo.gelocal.it

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