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PORTO DI GIOIA TAURO “Sud che sogna” stigmatizza la mancata nomina del presidente dell’Autorità di sistema

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R. & P.

Sul destino del Porto di Gioia Tauro “Il Sud che Sogna” ha registrato negli ultimi giorni ulteriori gravi motivi di preoccupazione che impongono una forte presa di posizione al fine di denunciare e contrastare il declino volutamente indotto dalle inerzie dei governi nazionali con un aggravamento negli ultimi dieci anni.

In particolar modo hanno suscitato apprensione e sconcerto le dichiarazioni al Forum internazionale di Cernobbio del presidente di MSC, colosso del trasporto marittimo al momento unico cliente (e socio) del terminal di Gioia Tauro, il quale, non ritenendo sufficienti gli interventi previsti sui piazzali, ha attribuito la stasi del porto alla mancanza di volontà di investire sulle attrezzature e sulle strutture portuali da parte dell’altro socio, che fa riferimento alla tedesca Eurokai.

A questo si aggiunge la denuncia dell’aver più volte sollecitato l’interessamento dell’Autorità portuale che non avrebbe però, ma oggi la stessa Autorità smentisce e rilancia, risposto agli appelli.

Ed è questo il nodo cruciale dell’intera vicenda: l’assenza da molti anni di una vera e propria autonoma guida tecnica e politica a capo dell’Autorità del sistema portuale, da tempo commissariata.
Tale nomina, rimandata per anni è ancora oggi ostaggio di equilibri e dinamiche romane che stanno portando, è evidente, all’asfissia totale del porto con gravi ripercussioni sull’intero sistema portuale italiano, già in crisi per l’assenza di una politica portuale nazionale in grado di affrontare adeguatamente le dinamiche del commercio marittimo mediterraneo e mondiale.

Non a caso, e paradossalmente, un altro grido d’allarme è stato lanciato in apertura della conferenza dei presidenti delle Autorità di sistema portuale italiane tenutasi a Napoli nell’ambito dell’importante kermesse internazionale “Naples Shipping Week” alla presenza del sottosegretario alle Infrastrutture Edoardo Rixi al quale è stato fortemente richiesto di affrontare con urgenza il nodo della nomina del Presidente a Gioia Tauro.

Ulteriore difficoltà ha creato e potrà creare alla ZES l’anomalo scippo di Villa S.Giovanni e Reggio Calabria attribuiti alla neocostituita Autorità di Messina (il cui porto è stato anch’esso scippato a Gioia Tauro) come già denunciato dal prof. Ing. Russo, assessore regionale alla Logistica,  al Sistema Portuale e a Gioia Tauro e da più di un anno presidente in pectore dell’Autorità gioiese con nomina mai ratificata dal governo nazionale.

“Il Sud che Sogna” intima una celere risoluzione positiva della questione già a partire dal tavolo tecnico annunciato dal sottosegretario Rixi per la prossima settimana e con una nomina prestigiosa, competente e di livello come la situazione impone. Senza continuare ad appellarsi ad alibi come “la priorità è Genova” o di calcolo politico (“chiedete ai governi precedenti”). In quella occasione ci auspichiamo, inoltre, che vengano chiarite e smentite, con dati e risultanze, le pesanti, inquietanti e potenzialmente dannose dichiarazioni, anch’esse a Cernobbio, da parte del direttore di Limes Lucio Caracciolo, in merito alla sicurezza e alle dinamiche criminali dentro e intorno all’aerea portuale,  che, citato testualmente, ha affermato che “il problema è che Gioia Tauro non è un porto dello Stato, ma il porto della ‘ndrangheta esteso su scala globale, che crea questo paradosso nel cuore della parte più povera e destabilizzata del nostro Paese […] in grado di costringere i cinesi alla fuga. La ‘ndrangheta organizzò lì, quando arrivarono i cinesi, un finto sindacato con tanto di bandiere rosse al grido <fuori i cinesi>, tanto per far capire che clima ci fosse.

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