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PLATI’ Consiglio sospeso, torna il Commissario. Sergi: “Democrazia tradita, ma non è colpa dello Stato”

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di Gianluca Albanese

PLATI’ – Dopo le dimissioni di quattro consiglieri comunali nei giorni scorsi, il consiglio comunale di Platì è stato sospeso, con contestuale subentro del funzionario economico contabile della Prefettura di Reggio Calabria Francesca Iannò, che ha assunto i poteri del Consiglio, della Giunta e del Sindaco.

E’ durata soltanto venti mesi, dunque, l’amministrazione comunale liberamente eletta nel 2016 con a capo il sindaco Rosario Sergi, che ai taccuini di Lente Locale ha esposto i fatti di questi ultimissimi giorni.

“Dopo le dimissioni registrate nei giorni scorsi – ha detto Sergi – avevamo già convocato il consiglio comunale (in prima convocazione) per giorno 28 febbraio, in modo da procedere alla surroga di tre consiglieri, individuati tra i candidati non eletti. La Prefettura, dopo aver chiesto un parere al Ministero dell’Interno, ha fatto sapere che non è possibile convocare un civico consesso alla presenza di soli tre consiglieri. Per la verità, esiste un Regio Decreto del 1915 al quale potremmo appellarci, visto che non disciplina le sedute di seconda convocazione, reputando condizione sufficiente per lo svolgimento della seduta la presenza di almeno quattro membri (sindaco più i tre consiglieri residui). Ma non intendiamo fare ricorso – ha proseguito l’ormai ex sindaco – visto che al di là del fatto tecnico-legislativo, rimane il fatto politico innegabile, ovvero che i cittadini sono stati traditi due volte: prima dalla minoranza consiliare, i cui esponenti si dimisero subito dopo le elezioni, e poi dai quattro consiglieri dimissionari dei giorni scorsi. Ritengo che la democrazia non possa essere tradita in questo modo, e chi si candida a governare una comunità che sicuramente merita un futuro migliore deve assumersi le proprie responsabilità. Sempre”.

Rosario Sergi intende chiarire che “Tutte le istituzioni comunali ci sono state vicine, a tutti i livelli, comprese le forze di Polizia. Devo ringraziare tutti, dallo Stato centrale all’ufficio del Governo. Tutti i nostri progetti sono stati finanziati, segno dell’ottimo lavoro svolto dall’ufficio tecnico, che ha fatto spesso gli straordinari, e fino a ieri a mezzanotte ho lavorato gomito a gomito con loro per presentare l’ultimo progetto al Ministero dell’Interno per il finanziamento di due scuole. Me ne vado conscio di aver fatto tutto il mio dovere per meritare l’incarico che mi era stato conferito dagli elettori, e che tante cose si possono e si devono migliorare: dalla funzionalità della pianta organica ai mutui che erano fermi nel cassetto da decenni e che la nostra amministrazione ha ripreso, dopo che per anni il Comune aveva pagato interessi passivi su dei residui, senza impiegarli.

In venti mesi non ho mai ricevuto una mozione di sfiducia o segnali in questa direzione. Stavolta non è colpa dello Stato o del Governo. Purtroppo – conclude – alcuni platiesi hanno deciso in autonomia che questa esperienza amministrativa dovesse finire”.

Sergi ha altresì preannunciato che nei prossimi giorni convocherà una conferenza stampa per spiegare in maniera più approfondita le ragioni della sua amarezza.

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