Migranti, aiutarli in casa loro per toglierli dalla schiavitù. L’opinione del lettore

Migranti, aiutarli in casa loro per toglierli dalla schiavitù. L’opinione del lettore

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di Pasquale Aiello

I migranti fuggono, ormai, come tutti sappiamo, da decenni e decenni in cui hanno subito guerre, saccheggi e devastazioni prodotte dalle “democrazie” capitalistiche dell’occidente: quelle stesse che ai loro popoli, tagliano sanità, lavoro e pensioni per tutelare gli interessi e il profitto di pochi, ricchi e capitalisti. Un occidente che rappresenta circa il 20% della popolazione mondiale, ma che, secondo le statistiche, consuma l’80% delle risorse di tutto il pianeta. “Non li vogliamo in casa nostra” è una delle tante rivendicazioni, magari dimenticando che nessun paese europeo, americano o ‘yankee’ che dir si voglia, Italia inclusa, è stato mai autorizzato a irrompere in “casa loro” con truppe di occupazione, portando distruzioni, istituendo blocchi economici, espropriando terre, accaparrando petrolio, gas e minerali e in molte regioni del mondo, intraprendendo le occupazioni coloniali. Negli ultimi mesi, dal governo esultano: “Abbiamo ridotto gli sbarchi”. Ma se i migranti non partono più è perché sono sequestrati in ghetti, tra maltrattamenti e abusi. E’ questo il grande accordo tanto sbandierato: rifornire di armi e soldi le autorità e le loro truppe mercenarie in modo che svolgano  despoti a capo di governi marionetta per sovvenzionare e delocalizzare i crimini umanitari. Gli stati europei da sempre si sono contesi la spartizione dell’Africa così come gli stati uniti d’America e la Russia, a suon di bombe stanno preparando la nuova spartizione del Medio Oriente e della Siria. Tutto ciò ha un solo nome: Imperialismo. Le campagne antimigranti messe su da una politica xenofoba e razzista non fa altro che dirottare contro i migranti stessi la bomba della rabbia sociale. Serve soltanto a dividere gli sfruttati, a tutto vantaggio degli sfruttatori.
Quello che dice il PD sui migranti “Dobbiamo aiutarli a casa loro” è un chiaro segnale dell’ inclinazione che si ha su questa tematica, anche, purtroppo, in una ‘certa sinistra’, ormai molto appannata. Una propensione che Renzi e il governo incoraggiano anziché combattere. Ma basta riflettere un attimo e si capisce benissimo che l’idea di “aiutarli a casa loro” è una forma poco delicata e molto scaltra per uscire dalla faccenda, ma è anche una grande falsità, perché aiutarli a casa loro comporterebbe condizioni e costi superiori che non ad accoglierli in Europa. Intanto, vorrebbe dire non vendere più armi e apparati tecnologici soprattutto alle milizie dei governi autoritari, dopodiché bisognerebbe smetterla con l’impoverimento di tutte quelle regioni in cui si va a saccheggiare la materia prima per le nostre fabbriche e cominciare a costruire scuole e ospedali, disegnare progetti di sviluppo locale, creare infrastrutture, servizi e  reti di mobilità sostenibile, aprire canali umanitari capaci di togliere linfa vitale alle mafie e ai trafficanti di morte, dare più considerazione e sovranità ai paesi più deboli, ma soprattutto essere pronti a rinunciare a qualche lusso o privilegio che abbiamo per il solo fatto di essere nati in una parte del mondo più opulenta.
Solo con queste condizioni si potrebbe creare un modello per poterli aiutare in modo serio, umano e solidale “a casa loro” restituendo così, qualcosa per tutto quello che è stato depredato fin’ ora. Ma tutto ciò sarebbe un sovvertimento dello stato delle cose, si chiama Rivoluzione. Per adesso è pura utopia. La realtà, purtroppo, è tutt’altro…

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