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LOCRI L’ipotesi di una “grosse koalition” non convince larghi strati del centrosinistra cittadino

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di Gianluca Albanese

LOCRI – L’idea della “Grosse koalition” da contrapporre alla compagine amministrativa uscente nell’appuntamento elettorale comunale di maggio, sembra non entusiasmare, almeno al momento, larghi strati del centrosinistra cittadino.

Se il Pd non ha minimamente affrontato la questione nell’assemblea di domenica scorsa (preferendo organizzare tavoli di lavoro per la composizione del programma, e la delegazione che dovrà incontrare i potenziali alleati “naturali”), LocRinasce, Libera Polis e #Locri2018 ancora non si pronunciano e tra gli spifferi che sono trapelati al cronista, ci sarebbero molte perplessità sulle modalità di aggregazione dell’ipotizzata “grosse koalition” che si stanno adottando: da un lato, infatti, si contesta l’eccessiva eterogeneità della costituenda aggregazione, la non conoscenza delle priorità programmatiche e alcune situazioni non compiutamente chiarite. Se negli ambienti dei “duri e puri” del centrosinistra locrese non ci si entusiasma per un’ipotesi di allenza con chi viene percepito idelogicamente distante, come l’ex sindaco Francesco Macrì e l’ex presidente del consiglio comunale Enzo Carabetta, molte perplessità suscita anche l’impegno profuso in queste settimane a favore della costituzione di una “grosse koalition” da parte dell’ex assessore all’Ambiente Alfonso Passafaro, al quale molti rimproverano il fatto di non aver mai preso una posizione di netto distacco dal gruppo consiliare di maggioranza, preferendo defilarsi e non partecipando più alle sedute del civico consesso.

E’ un sentore, quello dell’atteggiamento dubbioso verso l’asserita non chiarezza della condotta di Passafaro, che si coglie in numerosi ambienti del variegato mondo del centrosinistra locrese.

Ma c’è chi va oltre le parole dette tra i denti.

E’ il caso di Pino Mammoliti che, contattato dal cronista, mette subito in chiaro la sua posizione.

“Mi chiedo come si faccia a discutere di ipotesi di coalizioni alternative alla maggioranza uscente, senza osservare i benchè minimi dettami di correttezza, lealtà e opportunità politica, che prevedono, anzitutto, un passaggio preliminare di coinvolgimento dell’attuale gruppo consiliare di opposizione, che a mio avviso ha saputo incarnare al meglio quegli ideali di solidarietà e Sinistra in senso stretto che io, senza infingimenti, pratico nel mio vissuto quotidiano da sempre”.

Secondo Mammoliti, “Quella che sembra si stia componendo come una “grosse koalition” appare più come un tentativo di riaffermazione della peggiore borghesia locrese, quella degli opportunismi e dei trasformismi che hanno caratterizzato, in negativo, la storia di questa città. Nel corso di una rinione di #Locri2018 – ha proseguito Mammoliti – ho esortato i suoi attivisti a tenere nella debita considerazione il gruppo di opposizione consiliare e a non cedere alle lusinghe di chi li vorrebbe coinvolgere nella “grosse koalition”: meglio maturare politicamente, vista la giovane età dei ragazzi di #Locri2018 e fare l’esperienza necessaria a proporsi, in futuro, in maniera autonoma a guidare la città”.

Ma le critiche di Mammoliti non risparmiano nemmeno il circolo cittadino del Pd “Dal quale sono stato fatto fuori – ha ricordato – solo perchè faccio l’avvocato penalista. La storia elettorale di questa cittadina – ha dichiarato – dice chiaramente che gli indici di rappresentatività espressi dal corpo elettorale mi attribuiscono un consenso personale di almeno cinquecento suffragi, dettato non da chissà quali discutibili contatti, come avrò modo di chiarire nelle sedi opportune, ma di un impegno quotidiano e massimale a favore dei più deboli. Concretamente e non solo sulla carta. Ritengo – ha aggiunto – che non si possa prescindere da questa fetta di consenso così importante e da una necessaria e opportuna interlocuzione preliminare con l’attuale opposizione consiliare, che non mi risulta sia stato adeguatamente supportato nella sua azione dal Pd cittadino in questi anni”.

Insomma, la situazione ad oggi, disegna un quadro politico cittadino incerto, che potrebbe preludere a un assetto elettorale assai plurale e frastagliato.

A meno che i giganti della diplomazia cittadina riescano a mettere insieme forze politiche apparentemente poco affini, come accadde nel 2011, quando vinse la lista “Civica Solidale” con a capo l’ex sindaco Pepè Lombardo. Chi vivrà vedrà.

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