LOCRI Civitas Solis verso l’assegnazione del Centro di aggregazione giovanile “Cura ut...

LOCRI Civitas Solis verso l’assegnazione del Centro di aggregazione giovanile “Cura ut valeas”

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di Gianluca Albanese

LOCRI – «Abbiamo atteso un anno e mezzo e ora abbiamo intenzione di chiedere formalmente al Comune la richiesta di assegnazione del Centro di aggregazione giovanile “Cura ut Valeas” da soli o in coabitazione con altre associazioni e, contestualmente scriveremo anche al Ministero degli Interni. La sua assegnazione deve essere occasione di utilizzo corretto dei fondi comunitari che qui a Locri sono arrivati in grande quantità negli ultimi anni».

Francesco Mollace, direttore dell’associazione Civitas Solis, non ha usato metafore o mezze misure durante la conferenza stampa tenutasi questa mattina nello stabile di piazza Nassirya, per chiedere, alla presenza del presidente del consiglio comunale Miki Maio, l’assegnazione dell’immobile inaugurato in pompa magna più di un anno e mezzo fa e ancora non assegnato dopo due bandi pubblici andati deserti.

guarda il video dell’inaugurazione

Maio, dal canto suo, ha inteso rassicurare i presenti dicendo che «Mi sento un vostro amico da sempre. Questa è una rendicontazione – ha detto riferendosi ai dati snocciolati da Mollace a inizio dei lavori – che dà fiducia, creando occasioni concrete. Il centro “Cura Ut Valeas” ha avuto due bandi deserti. Abbiamo mandato, subito dopo la riunione della commissione consiliare composta ad hoc,  la Pec al Viminale per poter concedere in uso la struttura. Non vedo altre strade che l’assegnazione a Civitas Solis del centro di aggregazione giovanile. Noi – ha aggiunto – abbiamo idea di interloquire con Civitas Solis a prescindere dall’intimazione fatta da Mollace che ha detto che scriverà al ministero dell’Interno».

Quanto basta, insomma, a mettere le cose in chiaro, dopo aver esposto i risultati conseguiti da Civitas Solis nel 2016, ventottesimo anno di attività di una delle realtà più conosciute e partecipate del terzo settore nella Locride.

Davanti a un pubblico composto da giornalisti e giovani operatori del terzo settore, oltre che dal leader degli albergatori locri dei Mario Diano, dal presidente della Corte d’Assise presso il tribunale di Locri Bruno Muscolo e dalla professoressa Valeria Buccisano (animatrice, insieme a Mollace e ad altri cittadini, del comitato-cantiere “Qualità della vita”) Mollace ha premesso che «Diamo conto di quello che abbiamo fatto e anticiperemo le attività del nostro 29esimo anno di attività credendo nel potenziale dei giovani. Investiamo sui ragazzi come elementi del cambiamento».

Proprio “Giovani leader del cambiamento” è stato uno dei progetti meglio riusciti. Sostenuto dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, nell’ambito del Pac coesione, e realizzato in partenariato con il Dipartimento per la Giustizia Minorile, ha impegnato «532 giovani del territorio. Abbiamo garantito – ha spiegato Mollace – borse lavoro con minori che hanno avuto problemi con la giustizia».

Quindi un elenco, seppur sintetico,  di altre attività svolte.

«Il progetto Junior club – ancora le parole di Mollace – ha coinvolto bambini in attività di contrasto alla povertà educativa.

Poi, “Guido con prudenza” e’ stata una campagna di prevenzione per la sicurezza stradale. In un posto – ha chiosato il leader di Civitas Solis parlando di Locri – dove si incentiva l’utilizzo di alcol per i giovani noi abbiamo educato alla prevenzione dagli abusi.

Nel Servizio civile ci sono stati 28 giovani impiegati e retribuiti, anche ricorrendo a  Garanzia Giovani (8 giovani impegnati nei Comuni di Locri e Sant’Ilario)

A San Luca ci è stato assegnato un immobile confiscato per attività sul tema della prevenzione con politiche per l’infanzia e l’adolescenza. Apriremo un centro stabile su San Luca e stiamo già svolgendo attività per le scuole e l’anno prossimo inizieremo attività a Siderno e a Plati’, pensando ad altre iniziative, come  “Step” attività a difesa dell’ambiente con 240 giovani che si sono iscritti alla piattaforma e  Investimento sulle reti: non siamo al centro del mondo ma al servizio degli altri. La principale è “Crescere al Sud” di cui sono portavoce nazionale e che nella Locride ha coinvolto 40 giovani tra i 15 e i 19 anni».

Non manca uno sguardo ai riflessi di carattere occupazionale dell’attività svolta da Civitas Solis.

«Abbiamo assegnato – ha detto Mollace –  incarichi retribuiti per 41 giovani nel 2016 a carattere annuale: Locri nessuno impiega i giovani più di noi, anche se facciamo parte del terzo settore e i giovani non vanno pensati solo in funzione al divertimento, ma bisogna pensare al loro futuro nel mondo del lavoro se vogliamo che non vadano via da qui.

Per il 2017 abbiamo due piani strategici: Servire la comunità e Fare le cose.

La piattaforma verrà sviluppata con alcuni esperti venuto dall’estero. Lo scopo è quello di fare esprimere i giovani sui progetti che verranno presentati dagli enti».

Dopo le rassicurazioni del presidente del consiglio comunale Maio, ha parlato il vescovo di Locri-Gerace monsignor Francesco Oliva, che in premessa ha detto che «Non tutte le associazioni lavorano con questo spessore e serietà di impostazione. Non si può prescindere dalle attività esercitate in maniera associata perché l’individualismo non porta da nessuna parte. Bisogna – ha ribadito il presule – investire sempre di più nel sociale. I progetti devono tenere conto della realtà in cui si opera a prescindere dalle opportunità di occupazione degli operatori. Il territorio ha bisogno di sviluppo e cultura per evitare la fuga dei giovani che vanno a studiare fuori. La cultura incide positivamente sulla mentalità delle persone, specie in una società malata come la nostra che ha bisogno di valori che aggregano e non di campanilismo e tradizionalismo fine a sè stesso. I valori unitari sono la passione per questo territorio molto bello che merita di essere amato. Il giovane ha bisogno di essere aiutato e educato. È triste vedere giovani che non intendono lavorare nei beni confiscati alla mafia per un senso male inteso di cosiddetto “rispetto” che va corretto con l’educazione e la cultura. La storia e la geografia ci appartengono ma, nello stesso tempo, ci condizionano. Le associazioni – ha concluso il vescovo di Locri – non devono trasformarsi in partito che rivendica i propri diritti , ma bisogna operare in rete e in maniera sinergica».

Di ampio respiro l’intervento del presidente Muscolo, che ha stigmatizzato il mancato utilizzo di alcune strutture nella Locride.

«Non è bello – ha premesso il magistrato – che a Locri ci siano strutture non utilizzate: perché accade questo? Un paese che non utilizza palazzo Nieddu o altre strutture è un paese morto. Idem per il museo diocesano di Gerace. Perché a Natale le chiese di Gerace sono state chiuse? In altri paesi della Locride non è così. Non riesco più a capire questo immobilismo che c’è. Oltre a “Locri on ice” qui ci vuole anche altro: occasioni culturali, per esempio. Il teatro che fine ha fatto? Noi siamo indietro tantissimo e la nostra comunità sopporta cose che altrove non sono più tollerate».

Il Vescovo Oliva ha inteso fornire i propri chiarimenti sulla mancata apertura del museo diocesano di Gerace.

«Ci siamo attivati subito – ha detto – per superare gli ostacoli burocratici e fare ammirare a tutti le opere esposte, in particolare l’arazzo.

Mi hanno chiuso il museo perché alcune opere non sono risultate a norma, nonostante mi fossi fidato della soprintendenza. Poi, dopo un anno abbiamo capito come fare per sbloccare l’iter ma intanto abbiamo perso un anno».

Quindi, per essere ancora più chiaro, il vescovo ha detto che «È l’ente pubblico che deve verificare se l’impresa che realizza certi lavori non è a norma perché in odore di mafia. Sembra che ci sia chi vuole che i lavori non finiscano o che non vengano fatti a norma. Devo essere io a chiedere la white list delle imprese? Non credo: è l’ente pubblico a doversene occupare. Ci vuole una ribellione a un certo stato di cose – ha concluso il vescovo – anche se il prefetto mi rimprovera. La legalità e’ un valore per tutti, per il pubblico e per il privato».

Parole, le sue, che  hanno smosso le coscienze dei presenti, con Mollace che ha aggiunto che «Forse è meglio non partecipare a inaugurazioni di opere che poi non vengono aperte».

Parole di apprezzamento per l’attività svolta da Civitas Solis, sono giunte dal leader degli operatori turistici Mario Diano, che ha però osservato che «Civitas Solis non ha l’attenzione che meriterebbe da parte delle istituzioni: è una realtà da prendere a riferimento».

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