LE IENE ALL’OSPEDALE DI LOCRI Per il chirurgo Francesco Rispoli “Serve più...

LE IENE ALL’OSPEDALE DI LOCRI Per il chirurgo Francesco Rispoli “Serve più attenzione ai bisogni dei pazienti e meno sensazionalismo”

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RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

La vacanza è fatta per riposare e isolare la mente da lavoro e stress quotidiano: un relax completo che ti porta ad estraniarti dal mondo, spegnere il diabolico telefonino, a non accendere la tv e tantomeno a leggere i giornali.

Il rientro però, dopo soli pochi giorni di assenza, è stato deludente dopo aver appreso che “Le Iene” avevano effettuato un servizio televisivo proprio sull’ospedale di Locri, dove da più di 10 anni lavoro come medico-chirurgo. Dopo aver visionato il filmato e ascoltato le solite cose mai risolte,  su infiltrazioni mafiose, cattiva amministrazione, superficialità e chi più ne ha più ne metta con il consueto gioco dello scaricabarile, devo ammettere che quando si vuole evidenziare le negatività , denigrando tutto e tutti  si diventa dei veri maestri. Tra le tante cose risapute tre passaggi del filmato hanno attirato la mia attenzione imponendomi una riflessione critica: un water sporco, le dichiarazioni di un dirigente medico, un Primario  che ha assunto il ruolo di Cicerone.

Sul primo punto mi chiedo in quale reparto o servizio dell’ospedale è ubicato il water in questione? Chi è il responsabile? Chi sono gli addetti alla pulizia di quella zona?

Io sono testimone diretto che chi effettua quotidianamente la pulizia dei locali ospedalieri, lo fa con dedizione e abnegazione, senza trascurare nemmeno un centimetro quadrato di una struttura datata che obbliga a un impegno maggiore rispetto a una struttura nuova; a loro va un ringraziamento sincero e spero che il Direttore Generale riesca ad individuare  al più presto possibile i responsabili di quel degrado.

Per quanto riguarda le dichiarazioni del dirigente medico dell’UOC di Medicina, il quale afferma che mai farebbe curare il proprio figlio nell’Ospedale di Locri, non solo offendono tutta la categoria medica e gli operatori sanitari che con sacrificio e in condizioni disagiate svolgono con professionalità il proprio lavoro, ma tutti coloro che a suo dire, diventano pazienti di serie b nel momento in cui dopo la sua visita vengono ricoverati.  Vista l’affermazione, perché continua a lavorare nel nostro nosocomio dato che non ha fiducia dei colleghi con cui si confronta quotidianamente? Perché continua a ricoverare pazienti che visita in un luogo da lui ritenuto non idoneo? Queste persone non meritano forse le stesse cure del figlio?

Le dichiarazioni del Primario di Cardiologia, in merito alla sala operatoria, dove si impiantano i pacemaker, fanno rabbrividire. In quella sala sono state salvate centinaia di vite, grazie alla bravura di tutti gli operatori sanitari; oggi, il Dirigente  mette in discussione l’idoneità della sala stessa. La domanda è: dopo tanti anni di attività, il Cicerone del momento solo adesso se ne rende conto? Non ha calcolato il rischio a cui i pazienti sono stati esposti ? Dov’è stato in questi anni di dirigenza?

Da tanti anni assistiamo a un film dove gli attori fanno o da semplici comparse o sono degli istrioni  e il regista e lo scenografo trovano set di fortuna solo per ottenere attenzione mediatica senza raggiungere risultati. Abbiamo bisogno di attori protagonisti che finalmente  cambiano questa tendenza, mettendo al centro dell’attenzione i bisogni dei cittadini  e del territorio.

Dott. Francesco Rispoli

 

 

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