Io l’8 l’endometriosi

Io l’8 l’endometriosi

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di Cristina De Angelis (pedagogista)

Io lotto l’endometriosi anzi ,secondo l’Onu, sono 150 milioni le donne colpite nel mondo, 14 milioni in Europa e 3 milioni in Italia. Questa malattia colpisce nel mondo circa il 3-10% delle donne in età riproduttiva e una prima diagnosi frequentemente avviene tra i 20 ed i 35 anni cioè con 5 – 10 anni dai primi sintomi.

La malattia è stata diagnosticata per la prima volta nel 1920 ma i più importanti studi sono stati fatti nel 2010 dalla Fondazione Italiana Endometriosi: infatti ha scoperto una delle cause dell’endometriosi ossia il Bisfenolo-A, una delle componenti dei materiali plastici di uso comune, che altera l’attività dell’apparato endocrino attivando i recettori degli ormoni. L‘esposizione a questa sostanza può  causare la malattia.

Le donne affette da questa patologia vivono una vita fatta di dolore cronico che rende la vita invalidante, un inferno per molte.

Il dolore pelvico cronico, soprattutto durante il ciclo mestruale, o in concomitanza con lo stesso o durante l’ovulazione è quello che devono affrontare più frequentemente ma anche il dolore ovarico intermestruale, il dolore all’evacuazione, problemi intestinali, dispareunia, mal di testa, nausea, vomito, mal di schiena e formicolio ad articolazioni e possibile paralisi momentanea, stanchezza cronica e in alcuni casi anche attacchi di panico.

L’endometriosi è caratterizzata da isole di endometrio, ossia la mucosa che riveste internamente la cavità uterina, che si trovano al di fuori della cavità uterina o in sedi anomale.

Queste isole di endometrio provocano sanguinamenti interni, infiammazioni croniche,  tessuto cicatriziale e aderenze infatti ogni mese, sotto gli effetti degli ormoni del ciclo , il tessuto dell’endometrio impiantato in sede anomala sanguina creando infiammazioni e la formazione di tessuto cicatriziale e di aderenze.

E’ una patologia che coinvolge globalmente la salute della donna con effetti psico-fisici spesso debilitanti. Ci si sente abbandonate ad un percorso lungo e difficile dove alcune volte la solitudine prende il sopravvento.

La vita è fatta di frequenti visite da specialisti, il giro delle sette chiese (si dice a Roma), analisi, medicine e dolori. Molti medici ancora non sanno cos’è l’endometriosi e quindi alcune donne sono prese per pazze o isteriche. E invece siamo malate , abbiamo bisogno di ricerca serie e scientifica per conoscere le cause, avviare protocolli seri di diagnosi, cura e prevenzione.

Io lotto ogni giorno e con me moltissime donne che vogliono vincere la guerra.

L’endometriosi nell’ordinamento italiano non è riconosciuta come malattia invalidante.

Il Ministro per le Pari Opportunità insieme a Inps, Inail, Ias e Fondazione Italiana Endometriosi ha siglato un’intesa per combattere l’endometriosi, patologia che in Italia colpisce tre milioni di donne. Il protocollo prevede la realizzazione di campagne informative per sensibilizzare la popolazione femminile e favorire la diagnosi precoce, l’istituzione di un tavolo tecnico presso lo stesso Ministero, il supporto alla ricerca scientifica e specifici programmi di assistenza per il reinserimento lavorativo delle pazienti, troppo spesso discriminate.

Nel mese di luglio del 2012 è stato mandato in onda sui canali della RAI lo spot  della campagna istituzionale di sensibilizzazione sull’endometriosi, realizzata dal Dipartimento per le Pari Opportunità e dalla Fondazione Italiana Endometriosi. Testimonial della campagna è  l’attrice Nancy Brilli anche lei affetta da questa patologia. “Endo…che?? Non era Nevrosi, era Endometriosi” è lo slogan dello spot.

La campagna di comunicazione si inserisce nel quadro delle azioni messe in campo dal Dipartimento per le Pari Opportunità già dal 2009 con la firma del Protocollo insieme a Inps, Inail e Fondazione Endometriosi.

L’obiettivo di questo  spot istituzionale  è di   aiutare le donne a conoscere la malattia e a ritrovare fiducia in se stesse, inoltre è fondamentale sensibilizzare l’opinione pubblica e farla conoscere come patologia: infatti, bisogna far capire che l’endometriosi è una malattia e, come tale, va riconosciuta, trattata e curata.

(sito di approfondimento della pedagogista Cristina De Angelis www.endoche.it)

 

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