GENTE IN ASPROMONTE Domani l’escursione al “passo della zzjta”

GENTE IN ASPROMONTE Domani l’escursione al “passo della zzjta”

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ASSOCIAZIONE ESCURSIONISTICA

“Gente in Aspromonte”

FEDERAZIONE ITALIANA ESCURSIONISMO

DAL PROGRAMMA ESCURSIONI 2018

 Il Pettine dell’Aspromonte

(I Crinali)

Domenica 6 maggio

 Il Crinale Passo Zzjta

Itinerario Naturalistico Panoramico Storico ad anello

Escursione di grande interesse paesaggistico e storico, un grande anello che percorre la panoramica strada dei Campi di Bova,. Il sentiero si snoda lungo la mulattiera che un tempo conduceva ai centri di Africo e Roghudi per poi proseguire verso la montagna fino al santuario di Polsi.Si percorre un tratto particolarmente suggestivo che, tra panorami mozzafiato, macchia mediterranea, pinete e pascoli, ma anche e soprattutto attraverso le orme della storia,  raggiunge il leggendario passo della Zzjta, alla portella di Bova. Per chi conosce questi crinali nella veste tradizionale sarà un motivo in più per poter ammirare panorami che richiamano sicuramente emozioni inusuali: le valli con grandi costoni che degradano sulle fiumare di San Pasquale e sua maestà” “l’Amendolea”, con splendide vedute su Gallicianò e Roccaforte.

 Raduno ore 9.30:  Campo Sportivo Bova

 Partenza Escursione: Ore 10.00

Dalla SS 106 all’altezza di Bova Marina si dirama la strada che sale a Bova. Non entrare nel borgo ma proseguire verso la montagna e raggiungerete subito il campo sportivo.

Il Crinale Passo Zzjta

Tempo: 6.00                                                   Località: Bova
Dislivello: 790 slm 1.140                               Comune: Bova
Difficoltà: E. Escursionistico

Di fronte alla caserma del Corpo Forestale, presso il campo sportivo, alcuni tabelloni offrono delle informazioni su San Leo e alcuni sentieri. Subito dopo, sulla destra, una mulattiera consente di lasciare la strada asfaltata per poi intercettarla poco sopra.

Si continua alternando i tratti di sentiero a brevi tratti di strada, sino a raggiungere il passo della Zzjta,  alla Portella di Bova.

Poco prima del ponte, sulla sinistra un sentiero scende sotto l’arcata e riprende la mulattiera con tratti panoramici ed esposti

Godendo di splendide vedute su Gallicianò e Roccaforte, si incontra un ovile e, sulla strada, la fontana di Travi. Il percorso a sinistra è delimitato da una recinzione, in basso si vede il casello forestale di Pecorella, e poi confluisce nella vecchia strada asfaltata che portava a Roghudi. La si percorre verso l’alto (a destra) per pochi metri sino al primo tornante da dove si stacca sulla destra una sterrata.

Si lascia la pineta dei Campi di Bova, dove possiamo ammirare delle secolari piante di castagno e qualche pianta da frutto; si scende lungo i tornanti senza difficoltà ed in breve arriviamo sui piani fino alla postazione dell’antincendio dell’AFor.

Dopo circa 1 km si giunge alla fontana di Capituria e, superato uno dei tanti cancelli lungo il percorso, si arriva al vecchio borgo di Colajero, che fino agli anni ‘90 era abitato; si costeggia l’acquedotto che porta la preziosa risorsa idrica a Bova: da qui il panorama spazia sull’azzurro del mar Jonio, dove il sole si diverte a creare giochi di luce.

Il sentiero si presenta qui ricco di una vegetazione con prevalenza di macchia mediterranea, querce, roverelle, lecci, brughiere e conifere, presenti oltre i 900 metri di altitudine.

In questo primo tratto il sentiero si affaccia verso Palizzi, la fiumara San Pasquale e Monte Ceresia, che,  ad ogni tornante, si apre alla nostra vista e che sarà meta di una delle nostre prossime escursioni.

Lasciata la sterrata del Colajero si prosegue per giungere, dopo pochi minuti, al bivio di santa Maria; si continua ancora per qualche km in lieve salita, fino a giungere al punto di partenza.

Passo della zzjta (BOVA)

Noi non abbiamo precise notizie in merito per respingere o accogliere ciò che si narra sul “passu di la zzjta”:  quel passo sulla via della montagna, attraverso cui sono passati gli abitanti di Pesdavoli, di Paracorio, di Africo con le loro masserie selvagge ed innocenti; là i monaci pionieri vi avevano costruito i loro cenobi fin dal VII secolo; unica Via tra Reggio e Bruzzano. Purtroppo, non conosciamo la cronaca di quanto accaduto in questo luogo nel basso medioevo, resta soltanto quanto tramandato dalla genialità popolare.

Erano le prime ore del giorno quando la “zzjta” , promessa in sposa dal padre ad un notabile, lascia la casa materna; era lunga e faticosa la strada per arrivare in chiesa; camminando, camminando i castagni cedettero  il posto al frumento, l’amore all’obbedienza, l’angoscia alla dignità. La strada passava piacevolmente fino a quando il mare entra nel superbo panorama, la pietra diventa grigia e ferrigna quasi nuda e la montagna soprastante precipita nell’abisso e giù a destra si hanno colpi d’occhio pittoreschi sulla rapace fiumara Amendolea; prima che il sentiero oltrepassi l’arco scavato nella roccia, ecco improvvisamente con un balzo la “zzjta” si lancia nel vuoto. Il corteo ammutolisce e con gli sguardi si chiede il perché. Perché  il matrimonio che stava per fare era stato combinato dal padre senza che lei ne fosse messa al corrente, non provava nessun affetto verso il futuro marito, lei amava un giovane pastorello del posto al quale aveva  giurato amore eterno e, ad una vita senza amore, ha preferito la morte.

Ricordiamo questa poveretta come ricordiamo tutte le cose tristi di questa terra e mano pietosa, a futura memoria, vi piantò una croce.

E’ d’allora che nella cultura popolare il sito inizia a convertire il suo nome da “porticedda” a “passu di la zzjta”.

Oggi noi non sappiamo dove finisce la leggenda ed inizia la realtà, di certo è che sul bordo del sentiero, dove il precipizio diventa più profondo,  vi è piantata una croce in ferro.

 

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