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DIFFAMAZIONE A MEZZO STAMPA Nuovo avviso di garanzia per Pino Mammoliti

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di Gianluca Albanese

LOCRI – Un nuovo avviso di garanzia è stato notificato stamani all’avvocato Pino Mammoliti che ha appreso dai Carabinieri della stazione di Locri dell’attività investigativa avviata dalla Stazione dell’Arma di San Lorenzo in Lucina a Roma in ordine al reato contestato di diffamazione a mezzo stampa.

Da quanto siamo riusciti ad apprendere, l’attività d’indagine prende le mosse da una querela sporta nei giorni scorsi dall’ex parlamentare Maria Grazia Laganà nei confronti dello storico avversario politico, a seguito di un post che Mammoliti ha pubblicato nel mese di marzo sul proprio profilo Facebook.

Per mero dovere d’informazione pubblichiamo il post oggetto della querela sporta dalla Laganà.

“Cari amici, ieri si è tenuta la prima udienza relativa al processo che mi vede imputato per avere diffamato l’On.le Laganà che si è costituita parte civile. Il suo legale ha chiesto di modificare il capo di imputazione, contestando la aggravante di mafia, perché io sono imputato con i miei assistiti nel processo mandamento. Il Pubblico Ministero dell’udienza non ha ritenuto possibile condividere tale richiesta. Il processo e’ stato rinviato al prossimo 24 giugno. Io ho comunque notiziato del processo e della motivazione per la quale sono imputato, il Ministro Grillo presente ieri a Locri, segnalando la presenza della Laganà, già “provata” dalla prescrizione per reati commessi in danno contro l’Ospedale di Locri, all’interno del ministero come consulente(?). Scherzando, ho detto al Ministro, è come se Dracula venisse nominato consulente dell’avis, il Ministro di rimando, ha detto di non conoscere persone e fatti. Non ho capito se si riferisse al conte o alla consulente, comunque sia, era stata nominata (a sua insaputa) dal Ministro Lorenzin”.

Fin qui il testo del post.

Giova ricordare che con la sentenza di primo grado del processo “Mandamento Ionico” celebrato con rito abbreviato, è stata inflitta, lo scorso 28 maggio, una condanna a tre anni (pena sospesa) all’avvocato Mammoliti, il cui reato ascritto, però, è stato riclassificato a favoreggiamento.

Ora, in attesa dell’udienza del prossimo 24 giugno, per un altro procedimento per cui il legale locrese è imputato per diffamazione, arriva questa nuova denuncia che lo stesso Mammoliti commenta così agli organi d’informazione: “Trovo molto strano – ha riferito l’avvocato – che a distanza di tre mesi dalla pubblicazione del mio “post” la dottoressa Laganà, abbia pensato solo adesso di sporgere querela per diffamazione. Non vorrei pensare – ha proseguito – che sia stata inconsciamente indotta a scomodare gli inquirenti romani proprio nei giorni in cui dal ministero dell’Interno giungono notizie relative alla ridiscussione sull’attribuzione o meno della scorta con una presumibile selezione più stringente dei beneficiari. Ma tant’è”.

Fin qui il commento di Mammoliti. Non rimane che attendere i successivi sviluppi.

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