ALTERNATIVA PER IL CAMBIAMENTO Pietro Sergi lascia Leu e guarda ai 5Stelle

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R. & P.

Qualche anno fa ho iniziato a collaborare alla costruzione di Sinistra Italiana, con grande impegno e tanto entusiasmo insieme a tantissimi altri compagni di viaggio. Ci ho creduto davvero, che potessimo finalmente costruire un’alternativa al Partito Democratico, ma dopo l’esperienza della lista unitaria di Liberi e Uguali, nella quale ero candidato al Collegio uninominale 4 del Senato, che comprendeva la provincia di Reggio Calabria, ho dovuto, mio malgrado, ricredermi su quel progetto, che pensavo fosse valido e invece, purtroppo, adesso lo ritengo sbagliato. Non ho visto, infatti, crescere l’entusiasmo intorno a questo progetto, come di solito capita quando si tenta di fare qualcosa di nuovo. Non ho visto la chiarezza che ritengo fondamentale ed imprescindibile per avviare la fase costituente; sono convinto che i nodi irrisolti impediranno, come già successo altre volte, se non la nascita certamente la crescita di Liberi e Uguali come Partito unitario.

Non vedo interesse esterno di Associazioni o di singoli. Vedo, invece, tanta pretattica e tattica interna ad un Partito che se nasce è dato al massimo al 2%. Quindi, ringrazio Liberi e Uguali per la candidatura che, da parte mia, ho cercato in tutti i modi di onorare ma per me rimane importante l’alternativa a questo status quo, e non credo sia LeU la risposta politica che serva al SUD. Ringrazio coloro che mi hanno votato, e mi scuso con chi mi ha appoggiato da Sinistra, però questa situazione non la ritengo più valida. E siccome non sono tipo da fermarmi abbandonando il campo, credo che mi impegnerò in altri progetti che ritengo in grado di produrre quel cambiamento che reputo ormai ineludibile nello scenario politico e sociale, soprattutto in Calabria, dove coloro che avrebbero dovuto essere miei compagni di Partito sono ancora ben ancorati in maggioranza col PD.

Inoltre, la situazione incredibile venutasi a creare a Imola, dove con Sinistra Unita eravamo impegnati a presentare un progetto unitario con le altre forze a Sinistra del PD, che ha visto Pierluigi Bersani venire a supportare una lista che appoggiava il Partito Democratico, quindi contro di noi che neppure tre mesi prima lo avevamo eletto per l’ennesima volta in Parlamento, mi ha convinto che a Sinistra non si creerà nessuna alternativa seria. Una lista, quella di Imola in appoggio al PD, nata dallo strappo tra coordinatori ed iscritti di MDP che ha, di fatto, distrutto LeU per un’alleanza imposta dall’alto senza alcun rispetto per niente e per nessuno. E io, detta fuori dai denti e senza troppi giri di parole, con questi “autorevoli” Dirigenti non voglio più averne a che fare. Figuriamoci farci un Partito insieme! Questa è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso.

A me non interessa più il solito Partito di Sinistra che parla di lavoro ma non ha il coraggio di dire che l’Europa mercantilista si basa sullo svuotamento dei diritti e dei salari dei lavoratori attraverso tanti Jobs Act, né che non abbia il coraggio di dire che la sfida all’Austerity è cosa buona e giusta e che andrebbe perseguita anche con la disobbedienza ai trattati europei. A me non interessa un Partito di Sinistra che balbetta sull’Immigrazione e risponde a Salvini dicendo che non c’è nessuna pacchia perché vengono sfruttati ma sul loro essere sfruttati non ha detto nulla finché non ci è scappato il morto, ucciso a fucilate. A me non interessa una Sinistra che pensa di tenersi in vita speculando sulle sparate di Salvini con estreme e comode generalizzazioni in risposta ad altre estreme generalizzazioni, senza avere un progetto proprio e compiuto sui temi dell’immigrazione

Se invece una povera ragazza muore in un incendio nella sua baraccopoli, piuttosto che in mare, beh, se ne parla con qualche sdegno, per due giorni al massimo, sui social ma poi basta, perché c’è da postare altre foto di bambini annegati e strumentalizzare la morte di questi poveri migranti. In compenso, ne porterebbe molti altri ad essere trattati come bestie e sfruttati. No, io non ci sto più! Non credo più in questa Sinistra, mi dispiace!

Inoltre, giro c’è una forte richiesta di cambiamento e di coraggio nell’attaccare i privilegi, e solo l Movimento mi pare dia ascolto e seguito a queste richieste che in periodi di forte crisi aumentano.

Preferisco, dunque, dare il mio appoggio ad un movimento che sui temi del lavoro e sulla risposta immediata al disagio sociale pare abbia le idee molto più chiare dell’attuale Sinistra. Ritengo il Decreto Dignità di Luigi Di Maio un primo, parziale ma non trascurabile, passo nella direzione giusta e un primo segnale di discontinuità concreta dai Governi recenti. Penso che il Movimento 5 Stelle, pur certo non privo di contraddizioni dopo l’accordo con la Lega, sia meritevole di appoggio in quanto unica forza Politica in grado di creare un rimescolamento generale che non potrà che giovare anche a Sinistra; molto di più di Partiti nati dalla necessità di sommatorie per non scomparire del tutto. Sommatorie che nascono con contraddizioni in grado di ucciderli al primo contrasto vero tra le tante correnti interne che certamente saranno ancora il lievito per altre divisioni e scissioni. . Basta, per quanto mi riguarda, con le fusioni a freddo e i tatticismi intorno al 2%.

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